MEDEST Review 22. Il meglio della letteratura internazionale.

5 Apr

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Ancora letteratura ancora articoli ancora novità in medicina d’urgenza.

 

Attenzione! MEDEST incoraggia la lettura completa e responsabile degli articoli proposti. Evitate sgradevoli effetti collaterali!
Scaricate il full text ed approfondite gli argomenti d’interesse con altre fonti per un’informazione consapevole e quanto più possibile completa dei temi trattati.

Questa settimana su MEDEST review:

A Feasibility Study of Cerebral Oximetry During In-Hospital Mechanical and Manual Cardiopulmonary Resuscitation

Noninvasive regional cerebral oxygen saturation for neurological prognostication of patients with out-of-hospital cardiac arrest- A prospective multicenter observational study.pdf

Cerebral Oximetry During Cardiac Arrest. Feasible, But Benefit Yet to Be Determined

Siete incuriositi, interessati o è semplicemente la prima volta che sentite parlare di misurazione non invasiva dell’ossimetria cerebrale? In questi due articoli trovate due buoni motivi per approfondire: è fattibile ed è utile alla prognosi sull’outcome neurologico dei pazienti colpiti da ACR. Una metodica ancora agli albori della sua vita, ma chissà che non ne sentiremo parlare in futuro, magari con qualche maggiore informazione sui suoi reali benefici.

Liberal Versus Restricted Fluid Resuscitation Strategies in Trauma Patients

Fluid Resuscitation- Less Is More

La rianimazione volemica e la oramai consolidata pratica dell’ipotensione permissiva: quali evidenze sono disponibili in merito? Nonostante le molte limitazioni che gli studi disponibili presentano, la somministrazione controllata di fluidi è oramai uno “standard of care” nel trauma. L’ articolo evidenzia proprio attraverso una review sistematica la superiorità  di questa pratica ma anche le limitazioni menzionate.

Adrenaline for out-of-hospital cardiac arrest resuscitation- A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials

Un classico argomento ed una classica conclusione della review: nessun beneficio sull’outcome neurologico dalla somministrazione di Adrenalina durante ACR.

Steroid-Pressor Cocktail for In-Hospital Cardiac Arrest? – See more at: http://www.jwatch.org/na31719/2013/09/24/steroid-pressor-cocktail-hospital-cardiac-arrest#sthash.qZBir4Aa.dpuf

Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

An update on out-of-hospital airway management practices in the United States

Dall’analisi di un potente database (NEMSIS) che raccoglie dati da molti EMS negli Stati Uniti, si evidenziano basse percentuali di IOT e di successo dei metodi alternativi per la gestione delle vie aeree. Gli autori concludono che tutti gli sforzi devono essere diretti ad un migliormanto in questo campo cruciale della medicina d’urgenza preospedaliera.

The Process of Prehospital Airway Management- Challenges and Solutions During Paramedic Endotracheal Intubation

Ed ancora di gestione delle vie aeree si occupa questa interessante analisi. Propone interessanti chiavi di lettura a molti dei problemi incontrati dai professionisti preospedalieri e propone soluzioni che meritano di essere tenute in considerazione.

Manual vs. integrated automatic load-distributing band CPR with equal survival after out of hospital cardiac arrest. The randomized CIRC trial

E dopo lo studio Mechanical Chest Compressions and Simultaneous Defibrillation vs Conventional Cardiopulmonary Resuscitation in Out-of-Hospital Cardiac Arrest in cui veniva dimostrato come il device meccanico (in quel caso il LUCAS 2) non avesse benefici sull’outcome neurologico del paziente post-ACR, ecco che ora, con tempistiche assolutamente politically correct, viene pubblicato uno studio analgo su un altro device meccanico per le compressioni toraciche. Device differente stesse conclusioni. Ancora nessuna evidenza di beneficio usando un massaggiatore meccanico rispetto ad una RCP di buona qualità.

 

Puoi trovare la raccolta di tutti gli articoli citati nelle review di MEDEST a questo link

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The Death of the Cervical Collar?

3 Apr

Avatar di Robbie (@AmboFOAM)AmboFOAM

Those fantastic Vikings over at one of my favourite FOAMed sites, ScanCrit have been rampaging through the dogma of cervical collars for some time, and now it seems the campaign is coming to a head:

Bergen EMS will no longer apply c-collars to patients

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TTM trial and ProCESS study. Did you already changed your practice?

29 Mar
Breaking through studies have been recently published.
Targeted Temperature Management at 33°C versus 36°C after Cardiac Arrest (TTM Trial) on hypothermia and A Randomized Trial of Protocol-Based Care for Early Septic Shock (ProCESS study) on sepsis shown new prospective on two major concerning point of care.
Read more on MEDES about TTM and ProCESS
Help us to understand how those two studies impacted your daily practice.
Fill the pool and help us to figure out how the geography of sepsi management and post-resuscitative care changed on the basis of those two trials.

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ProCESS study: perchè la Early Goal Direct Therapy non è morta!

28 Mar
Ha suscitato molto scalpore la recente pubblicazione dello studio ProCESS che riguarda il trattamento della sepsi.
Questo studio appena pubblicato sul NEJM, testa la validità di uno degli standard più diffusi in Medicina d’urgenza, la Early Goal Direct Therapy (EGDT), nel trattamento della sepsi grave e dello shock settico.
Nello studio in questione i pazienti vengono randomizzati in tre gruppi
  • pazienti trattati secondo il protocollo di Rivers e coll alla base delle EGDT
  • pazienti trattati secondo un protocollo che non prevede di default (ma il medico era libero di farlo se riteneva opprtuno) il posizionamento di un catetere venoso centrale, l’emotrasfusione e la somministrazione di inotropi
  • pazienti trattati con terapia non standardizzata in cui l’indirizzo terapeutico era completamente a discrezione del medico .
Dal confronto con i due gruppi di controllo emerge che seguire il protocollo (tempi, procedure ed obiettivi) indicato dalla EGDT non produce nessun vantaggio sia a breve che a lungo termine sulla mortalità.
Alcune considerazioni in merito:
  1. Rispetto al trial del 2001 in cui Rivers e coll. stabilivano quelli gli standard di trattamento della EGDT, gli investigatori del ProCESS vedono una popolazione completamente diversa. Nel 2001 Rivers e coll. infatti si confrontavano con un mortalità del 46,5% mentre la mortalità dichiarata nel ProCESS è di circa 21% a 60giorni e 31% a 90 giorni per tutti  i gruppi analizzati. La riduzione di mortalità può esssere dovuta a molteplici fattori e meccanismi (che qui non trattiamo), ma è universalmente condiviso che negli anni è migliorata la consapevolezza ed il riconoscimento precoce della sepsi come sindrome autonoma.
  2. Si può dedurre che il trattamento dei gruppi di controllo del ProCESS (protocollo semplificato e terapia libera) risentono sicuramente di contaminazioni culturali oramai radicate nella medicina d’urgenza e derivati da anni di applicazione della EGDT. Nell’analisi dei dati si evidenzia infatti come anche nei gruppi di controllo vengno applicati, anche se con atteggiamento diverso, tanti concetti e procedure (liquidi, inotropi ecc…) proprie della EGDT che oramai sono patrimonio comune del medico di medicina d’urgenza.
Queste due considerazioni portano a pensare come lo studio ProCESS più che controvertire gli standard della EGDT inviti ad adeguarli al cambiamento epidemiologico che esso stesso negli anni ha favorito. Non si tratta quindi di mettere in discussione i cardini del trattamento della sepsi, ma di personalizzarne l’applicazione, alle nuove classi epidemiologiche di pazienti che negli anni si sono venute a creare.
Abbiamo infatti oggi una caegoria di pazienti settici giovani, privi di commorbidità, diagnosticati precocemente ed a bassa mortalità sui quali il trattamento aggressivo precoce non porta a significativi giovamenti rispetto ad uno più conservativo, ed in cui la fluidoterapia e la somministrazione precoce di antibiotici produce effetti sovrapponibili, impedendo in ugual modo la progressione della sepsi verso stadi più avanzati.
D’altra parte c’è una classe di pazienti anziani, con commorbidità importanti o ad esordio più grave (a volte anche per ritardo nella diagnosi) ed ad altà mortalità, che si giova di un trattamento precocemente aggressivo.
Bisogna quindi sicuramente rivedere l’approccio al paziente settico, evitando atteggiamenti rigidamente dogmatici, ma è ancora attuale un approccio sistematico e “goal directed” alla malattia nel rispetto di quanto fatto negli anni.
E’ auspicabile inoltre un’analisi dell’epidemiologia della sepsi che individui le nuove classi di pazienti che formano la popolazione di questa sindrome e che basi l’analisi dei risultati non solo sulla mortalità ma anche sullo stato di quei pazienti che, sia pur vivi, non hanno raggiunto un completo recupero.
Capire chi curiamo e che qualità di vita hanno i pazienti che “guariscono” potrà essere utilissimo per guidare future analisi comparative sui protocolli di trattamento della sepsi.

 

References:

Web Resources

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MEDEST Review 21. Il meglio della letteratura internazionale.

22 Mar

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Ancora letteratura ancora articoli ancora novità in medicina d’urgenza.

Questa settimana una review molto ricca e per buona parte dedicata alla gestione delle vie aeree. Buona lettura!

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Airway management and out-of-hospital cardiac arrest outcome in the CARES registry

Il CARES è sicuramente uno di più autorevoli ed ampi registri per l’arresto cardiaco extra-ospedaliero. L’analisi che questo articolo riporta e che riguarda la correlazione tra gestione delle vie aeree ed outcome, attinge appunto da questo registro nord-americano e come tale è sicuramente molto attendibile. Le conclusioni che evidenzia in parte sono concordi con altre analisi del genere:
  1. Tutti gli indici di outcome sono migliori per i pazienti vittima di arresto cardiaco extraospedaliero che vengono ventilati a maschera rispetto a quelli a cui vengono gestite le vie aeree.
  2. Tra i pazienti a cui vene gestita la via aerea quelli intubati hanno outcome migliore di quelli gestiti con il presidio sovraglottico.

Advanced Airway Management Simulation Training in Medical Education- A Systematic Review and Meta-Analysis

Questa metanalisi punta ad individuare il beneficio sulla formazione nella gestione delle vie aeree attraverso vari modelli di simulazione rispetto ai metodi didattici tradizionali.  Nonostante l’eterogenità delle fonti, la simulazione dimostra in modo abbastanza netto un’efficacia formativa superiore.

Higher insertion success with the i-gel® supraglottic airway in out-of-hospital cardiac arrest- A randomised controlled trial

Molti sono oramai i presidi extraglottici usati nella gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero. In questo piccolo studio effettuato in un’agenzia di ambulanze australiana, la i-Gel si dimostra superiore alla maschera laringea per velocità e facilità d’inserzione.

Steroid-Pressor Cocktail for In-Hospital Cardiac Arrest? – See more at: http://www.jwatch.org/na31719/2013/09/24/steroid-pressor-cocktail-hospital-cardiac-arrest#sthash.qZBir4Aa.dpuf

Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

The clinical significance of a failed initial intubation attempt during emergency department resuscitation of out-of-hospital cardiac arrest patients

Questo studio condotto in un centro ospedaliero di terzo livello americano, esamina l’associazione tra un primo tentativo  fallito (o abotrito) d’intubazione e la probabilità di ripresa del circolo. I risultati evidenziano come sia meno probabile che il circolo riprenda quando vi è a monte un tentativo d’intubazione fallito. In questi casi inoltre peggiora la qualità dell’ALS. 

Sternotomy or Drainage for a Hemopericardium After Penetrating Trauma

Attualmente le indicazioni nei pazienti con emopericardio da trauma penetrante del torace sono per la sternotomia a la riparazione miocardica. Questo studio sudafricano dimostra come, nei pazienti emodinamicamente stabili, non vi sia vantaggio tra questa tecnica ed il semplice drenaggio per via subxfoidea.

Mortality and Morbidity After High-Dose Methylprednisolone Treatment in Patients With Acute Cervical Spinal Cord Injury

La somministrazione di cortisonici ad alte dosi per anni è stata una pietra miliare del trattamento del paziente vittima di trauma spinale. Da qualche anno tale praticata è stata abbandonata perchè tutte le evidenze più recenti andavano in senso  contrario. In questo studio viene evidenziata come ad una inutilità sia associata un’alta incidenza di effetti collaterali, specie sanguinamenti gastrici importanti.

Puoi trovare la raccolta di tutti gli articoli citati nelle review di MEDEST a questo link

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MEDEST Review 20. Il meglio della letteratura internazionale.

10 Mar

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Ancora letteratura ancora articoli ancora novità in medicina d’urgenza.

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Clinical practice guideline on diagnosis and treatment of hyponatraemia

Aggiornamento linee guida sulla dignosi ed il trattamento dell’iponatremia. Torvate la collezione completa delle linee guida più attuali e liberamente scaricabili su MEDEST alla pagina dedicata.

Free Open Access Medical education (FOAM) for the emergency physician

Il manifesto della libera circolazione delle informazioni in rete per la formazione medica. Una pietra miliare per chi è già dentro a questa cultura, un coinvolgente punto di partenza per chi ci si sta avvicinando. La storia ed i principi ispiratori, oltre ad un utilissimo elenco di link a cui attingere.

Hypertonic saline infusion during resuscitation from out-of-hospital cardiac arrest- A matched-pair study from the German Resuscitation Registry

La somministrazione di soluzioni saliniche ipertoniche nell’arresto cardiaco extra-ospedaliero, in accordo con i risultati di questo studio, sembra avere effetti favorevoli sull’outcome neurologico ad 1 e 6 mesi.

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Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

Safety of benzodiazepines and opioids in very severe respiratory disease- national prospective study

L’associazione di benzodiazepine ed oppiacei (ma anche il loro uso singolo) è stata per anni visto come un intervento da evitare nel paziente dispnoico con IRA a rischio ipercapnico. Questo studio prospettico svedese basato su un registro nazionale, indica invece come la somministrazione di oppiacei e BDZ, anche in associazione, nei pazienti con IRA tipo 2 non sia gravata da maggior rischi di morte o di ospedalizzazione.

The Effectiveness of Cricoid Pressure for Occluding the Esophageal Entrance in Anesthetized and Paralyzed Patients: An Experimental and Observational Glidescope Study

La manovra di Sellick è una delle manovre esterne di manipolazione della glottide più usate, anche se negli anni ha assunto scopi non ortodossi rispetto all’idea originale. L’abbassamento del piano glottico e la miglior visualizzazione dell’adito laringeo durante la laringoscopia diretta per cui è utilizzata, non è lo scopo primario per cui la manovra è stata codificata. Come infatti dimostra questo studio l’applicazione di una forza pari a 10 N sullo scudo tiroideo dall’esterno occlude in modo efficace l’esofago evitando il rigurgito e l’inalazione durante la ventilazione a maschera, confermando quindi la sua utilità quando utilizzata a questo scopo, in accordo con lo scopo originale.

Extracorporeal cardiopulmonary resuscitation versus conventional cardiopulmonary resuscitation in adults with out-of-hospital cardiac arrest- A prospective observational study

Già da qualche tempo MEDEST cavalca un sogno: l’extracorporeal life support deve essere, anche se solo per un selezionato gruppo di pazienti, più di una prospettiva. In un post recente (ACR refrattario. Nuove prospettive con l’Extracorporeal Life Support) abbiamo parlato di quella che deve essere una bellissima realtà. In questo articolo iniziamo ad intravedere, attraverso un’analisi prospettica ed osservazionale, gli effetti favorevoli sull’outcome neurologico dell’associazione di circolazione extracorporea ed ALS tradizionale. Leggete il full text per approfondire questo interessantissimo argomento.

 

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Clinical practice guideline on diagnosis and treatment of hyponatraemia

2 Mar
Nuove linee guida della European Society of Endocrinology sulla diagnosi ed il trattamento dell’iponatremia
Scaricate il full text in pdf e consultatele off line

Clinical practice guideline on diagnosis and treatment of hyponatraemia

Utilizzate i calcolatori on-line
Per tutte le linee guida recenti visitate la pagina di MEDEST loro dedicata

Linee Guida

 

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SYDNEY HEMS SIMWARS GOLD ENTRY

1 Mar

Training, professionalità, qualità sono i marchi di fabbrica di Sydney HEMS. Un modello a cui tutti noi dovremmo guardare con rispetto ed un pizzico di spirito d’emulazione.

Avatar di ketaminhPrehospital and Retrieval Medicine - THE PHARM dedicated to the memory of Dr John Hinds

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MEDEST Review 19. Il meglio della letteratura internazionale.

25 Feb

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AHA:ASA Guideline on Stroke With Brain Swelling

Aggiornamento linee guida da parte della AHA ed ASA. Torvate la collezione completa delle linee guida più attuali e liberamente scaricabili su MEDEST alla pagina dedicata.

Chest compression depth and survival in out-of-hospital cardiac arrest

L’importanza delle compressioni toraciche sottolineata dalle linee guida attuali, analizzata in uno studio prospettico. Si rivela come più sono profonde le compressioni, maggiori sono le probabilità di ripresa del circolo e come anche la probabilità di outcome neurologico favorevole sia maggiore all’aumentare della profondità del massaggio cardiaco. Quindi push fast, ma soprattutto push deep!

FAST-MAG- No Benefit of Prehospital Magnesium in Stroke

L’uso del Magnesio come neuroprotettore è stato, per la prima volta, studiato in un trial preospedaliero sull’uomo. Lo studio in questione FAST-MAG che coinvolge un gran numero di servizi d’emergenza territoriale, ha però fallito gli end-point primari. I risultati presentati recentemente dagli investigatori, che fanno parte del gruppo NIH-NINDS, hanno dimostrato che la somministrazione del Magnesio non produca effetti benefici nei pazienti affetti da stroke ischemico, verosimilmente per un inibito passaggio della barriera emato-ecefalica.

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Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

Long-term Retention of Cardiopulmonary Resuscitation Skills After Shortened Chest Compression – only Training and Conventional Training- A Randomized Controlled Trial

Visto le nuove tendenze delle linee guida sulla rianimazione cardiopolmonare ha ancora senso investire tempo e risorse nel formare operatori sanitari e laici sulla rianimazione cardiopolmonare classica? Questo studio randomizzato ha comparato l’efficacia di brevi programmi di training  focalizzati sulle sole compressioni toraciche ripetto a quelli tradizionali in termini di persistenza del messaggio formativo a 6 mesi ed un anno. Si è così dimostrato come nel gruppo di persone sottoposte a  training sul solo massaggio, l’efficacia della formazione sia più persistente nel tempo.

Physician Presence in an Ambulance Car Is Associated with Increased Survival in Out-of-Hospital Cardiac Arrest: A Prospective Cohort Analysis

In questo studio giapponese la presenza di un medico in ambulanza è associata al miglioramnto dell’outcome del paziente soccorso. Fin qui nienete di sconvolgente. Allora qual’è la particolarità? Che il sistema di emergenza territoriale nipponico non prevede un medico sui mezzi di soccoros e che i medici a cui lo studio si riferisce siano presenze assolutamente casuali e con background formativo vario (anche non inerente la medicina d’urgenza). Che il medico per la sua sola presenza sia taumaturgico?

Pleural Ultrasonography versus Chest Radiography for the Diagnosis of Pneumothorax

Un punto fermo sulla diagnostica del pneumotorace. Questa review di letteratura sancisce la superiorità della tecnica ecografica su quella radiologica. Per approfondire i messaggi chiave dell’articolo leggete il post di MEDEST.

Validation of an accelerated high-sensitivity troponin T assay protocol in an Australian cohort with chest pain

La valutazione del paziente con dolore toracico è uno dei punti chiave nella vita professionale di un medico di medicina d’urgenza. L’utilizzo dei test per la Troponina ad alta sensibilità ha sicuramente dato una mano in questo senso. Il dosaggio dell’enzima a 2 ore (invece che a 6) combinato con fattori clinici ed anamnestici di rischio per eventi cardiovascolari si è dimostrato, come testimoniato da questo ampio studio australiano, affidabile nella stratificazione dei pazienti che si presentano con dolore toracico, per escludere eventi ischemici.

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Winch bag. Can it be a FOAMED experience?

22 Feb

We are tryng to assemble a special bag dedicated to winch operations.

This need came from many of us who found very difficult to be winched on the scene with the actual rescue bag, cause of his weight and size.

So we decided to assemble a smaller bag, less heavy with just the essentials to supply the team for a short period of time  in order to stabilize the patients before winching him on board.

We have to choose what is important and what is not in the actual bag.

Analyzing the majority of our missions, found that mostly of the procedures we perform where linked to some specific situations:

  • Traumatic cardiac arrest
  • Advanced airway management/RSI
  • Traumatic Emo/pneumo
  • Brain trauma
  • Traumatic shock (hemorragic, obstructive, spinal)
  • Anaphylaxis
  • Non traumatic shock

On this basis we decided to allocate a limited amount of drugs and equipment specifically targeted for this emergency situations.

The rest of drugs and equipment is ready on the helicopter and it can be winched in case of needing.

This is the link to visualize the preliminary list.

It will be really FOAMingful if any of you will give us a hint based on your personal experience.

What you think we are missing, and why.

Please fill the form below to submit your suggestions.

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