Tag Archives: medicina d’urgenza preospedaliera

Aggiornamento 2013 delle Linee Guida GOLD sulla diagnosi e la cura della BPCO

30 Apr

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L’intubazione in emergenza: an advanced airway experience

29 Mar

The ASA Difficult Airway Algorithm ChartUtilizzereste mai questo algoritmo per intubare un paziente in emergenza?

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Se la vostra risposta è no, e la vostra espressione è tra lo stupito ed il raccapriccio, seguite questo video-podcast sulla gestione delle vie aeree in emergenza che illustra un punto di vista semplice ed applicabile anche al setting preospedaliero e diteci cosa ne pensate.

Il trauma preospedaliero tra evidenze e leggende metropolitane

10 Mar

MEDEST presenta un podcast video sulla gestione del trauma preospedaliero.

Questa presentazione è stata parte del seminario “La gestione clinica e organizzativa del trauma maggiore nell’Azienda Sanitaria Firenze: proposta di un percorso condiviso” tenutosi a Firenze il 6 Marzo scorso.

Buona visione a tutti.

References:

  1. The Golden Hour: Scientific Fact or Medical ‘‘Urban Legend’’
  2. Emergency Medical Services Intervals and Survival in Trauma copy
  3. The Golden Hour: Scientific Fact or Medical ‘‘Urban Legend’’?

Dalla “Rapid” alla “Delayed Sequence Intubation”: spazio ai preliminari in Medicina d’urgenza.

8 Feb

Nelle fase  necessariamente concitate di una intubazione farmacologicamente assistita di un paziente altamente critico, non vi sembra manchi qualcosa?

L’attenzione alla laringosocpia diretta ed al passaggio del tubo al primo tentativo non ci fa tralasciare target fisiologici altrettanto importanti?

Nei momenti di pura apnea, (durante la laringoscopia diretta, durante il tentativo di passaggio del tubo, della conferma del posizionamento e del fissaggio) che fine fa l’ossigenazione del sangue arterioso di un paziente già verosimilmente gravemente ipossico?

Abbiamo modo di evitare una grave desaturazione durante questi passaggi obbligati della IOT?

La letteratura recente e i più autorevoli Blog di medicina d’urgenza si pongono lo stesso dubbio, e nonostante l’attuale scarsezza di evidenze, concordano che una maggiore concentrazione sulle fasi che precedono la fase puramente tecnica della procedura permette di evitare quello che sarebbe un controsenso concettuale: generare ipossia per effettuare una manovra che attraverso il controllo avanzato delle vie aeree si pone l’obiettivo di migliorare l’ossigenazione!

Sta quindi emergendo il concetto di “delay” nell’intubazione farmacologicamente assistita per permettere una fase di preossigenazione adeguata.

Ecco i concetti che ne fondano le basi razionali e fisiologiche:

  • La somministrazione di O2 ad alti flussi ed ad alte concentrazioni permette il mantenimento di una adeguata SaO2 anche durante le successive fasi di apnea in cui il paziente non è attivamente ventilato, per il fenomeno di diffusione passiva dell’ossigeno attraverso l’interfaccia alveolo capillare (1,2,3,4).
  • La SaO2 pre procedura non dovrebbe mai scendere sotto il 98%.
  • Una SaO2 inferiore al 90% predispone il paziente ad una grave desaturazine durante la fase di apnea pre ed intraprocedura.

I device che abbiamo a disposizione per ottenere una preossigenazione adeguata sono:

  • Maschera O2 con resrvoir
  • Va e vieni- maschera
  • Pallone di ambu-maschera

Quello più adatto è dettato dalle condizioni cliniche del paziente ed è legato al raggiungimento del target di SaO2.

Alcuni accorgimenti pratici aiutano comunque a raggiungere questo target:

  • L’aggiunta di una PEEP  da 5 a 15 cmH2O(in emergenza territoriale mediante valvole PEEP da applicare al pallone di Ambu per esempio) recluta gli alveoli e favorisce l’ossigenazione nei pazienti a rischio ipossico (5,6,7).
  • La posizione migliore per il paziente è con il capo elevato di 20 gradi circa quando possibile (in caso di trauma paziente supino od in leggero Trendelemburg) (5,6,7).
  • Dopo la fase di preossigenazione e durante la procedura è utile mantenere un flusso costante di O2 mediante occhialini nasali. Questo permetterà di avere un lasso di tempo maggiore di “safe apnea” in cui la SaO2 si manterrà costantemente sopra i livelli di sicurezza.
  • Quando è necessario usare un sitema pallone maschera la frequenza delle ventilazioni non deve essere superiore all 10/min (con basso volume corrente) in quanto una frequenza maggiore non aumenterebbe l’ossigenazione ed esporrebbe il paziente al rischio di vomito per distensione gastrica.

La fase di preossigenazione è  anche tempo guadagnato per la cura di aspetti altrimenti facilmente trascurati come la preparazione dell’attrezzatura, il posizionamento del paziente, il controllo che tuti i farmaci siano rapidamente disponibili, la sicurezza di avere a portata di mano il piano B e C in caso di fallimento del passaggio del tubo OT al primo tentativo.

La DSI e il grande margine di normossia guadagnato permette, in caso di tentativi multipli di gestione della via aerea diffcicile, di non uscire mai dalla “green zone” della normossia (o di rientrarci rapidamente) con minore impatto fisiologico sulla clinica del paziente critico.

Quindi non più RSI come tentativo arruffato e frettoloso di IOT, ma la fase di sedazione seguita da un’adeguata preossigenzaione e poi la paralisi a l’IOT.

Ne deriva una DSI (Delayed sequence intubation) con minore impatto fisiologico sul paziente e maggiore sicurezza per l’operatore.

Ecco quindi la proposta per una DSI in fase preospedaliera:

Delayed Sequence Intubation protocol

References:

  1. Teller L, Alexander C, Frumin J, Gross J. Pharyngeal insufflation of oxygen prevents arterial desaturation during apnea. Anesthesiology 1988; 69: 980–2.
  2. Baraka A, Salem MR, Joseph N. Critical hemoglobin desaturation can be delayed by apneicdiffusion oxygenation. Anesthesiology 1999; 90: 332–3.
  3. Taha SK, Siddik-Sayyid S, El-Khatib MF, Dagher CM, Hakki M, Baraka AS. Nasopharyngealoxygen insufflation following preoxygenation by the four deep breath technique. Anaesthesia 2006:61: 427–30.
  4. Ramachandran SK, et al. Apneic oxygenation during prolonged laryngoscopy in obese patients:a randomised, controlled trial of nasal oxygen administration. J Clin Anesth. 2010 May;22(3):164-8.
  5. Scott D. Weingart, MD, Richard M. Levitan, MD Preoxygenation and Prevention of Desaturation During Emergency Airway Management
  6. Preoxygenation in critically ill patients requiring emergency tracheal intubation.
  7. Noninvasive ventilation improves preoxygenation before intubation of hypoxic patients.

L’ecografia in emergenza sanitaria preospedaliera

19 Jan

L’ecografia è uno strumento diagnostico fondamentale nel setting preospedaliero. ecofonendo

L’indispensabile contributo alla diagnosi di molte delle patologie che incontriamo nella pratica quotidiana, e che finora potevamo solo ipotizzare attraverso elementi clinico strumentali indiretti, la rendono patrimonio imprescindibile del bagaglio culturale del medico di medicina d’urgenza.

Le patologie che possiamo ecograficamente diagnosticare, e prontamente trattare, sono tutte rapidamente evolutive e, se misconosciute, mortali o gravemente invalidanti per il paziente che ne soffre.

Le capacità diagnostiche dell’ecografia coprono almeno il 75% degli scenari che comunemente si presentano al medico di emergenza sanitaria territoriale:

Arresto cardiaco

Attualmente possiamo ipotizzare le cause reversibili di ACR da segni clinici indiretti. L’ecografia è l’unico mezzo diagnostico preospedaliero che ne permette la rapida diagnosi e quindi il pronto trattamento, con effetto salvavita sul paziente che altrimenti avrebbe destino sicuramente infausto.

  • Pneumotorace iperteso
  • Tamponamento cardiaco
  • Embolia polmonare
  • Ipovolemia

Combinata con la EtCO2 durante le manovre rianimatorie è un ottimo strumento per valutare l’eventuale prosecuzione della RCP.

Insufficienza respiratoria acuta

L’ecografia polmonare, forse lo skill più rapido e semplicemente attuabile sul territorio, permette di diagnosticare l’etiologia dell’IRA anche nei casi clinicamente più complicati in cui coesiste l’obiettività cardiaca e quella polmonare.

Il precoce trattamento della causa sottostante riduce i tempi di ipossia ed ipercapnia tissutale e condiziona in modo nettamente favorevole la prognosi dei pazienti.

Trauma

L‘E-FAST è univocamente riconosciuta come la diagnostica di classe I in emergenza per individuare precocemente le lesioni potenzialmente mortali nel trauma.

  • Pneumotorace
  • Tamponamento cardiaco
  • Rottura dei grossi vasi
  • Emorragia addominale da rottura di organi pieni e cavi

La sua esecuzione in fase preospedaliera chiude il cerchio diagnostico e permette di destinare correttamente e rapidamente il paziente. E’ sicuramente possibile, dopo diagnosi ecografica, decidere appropriatamente la stategia di “stay and play” per l’esecuzione di manovre salvavita che rendono il tempo di permanenza sulla scena “golden time” per il paziente.

Dolore toracico

Il dolore toracico è uno dei motivi più diffusi per cui i pazient i chiamano il 118. La diagnostica differenziale nel dolore toracico oltre ad essere ampia comprende forme rapidamente evolutive:

  • Ischemia miocardica
  • Pericardite
  • Dissecazione aorta
  • Embolia polmonare

Il poter escludere mediante l’ultrosonografia queste patologie potenzialmente mortali, permette un salto di qualità determinante nel trattamento e nella corretta destinazione dei pazienti.

Dolore addominale

La cosiddetta “tomba del medico d’urgenza” con  l’avvento dell’ecografia ha fortunatamente assunto una dimensione più tranquillizzante. Il poter escludere le patologie più gravi in fase preospedaliere permette di stratificare correttamente il rischio anche in paziente polipatologici e con sintomi molte volte distraenti.

L’ecografia è una metodica diagnostica rapida e non incide sul tempo di permanenza sulla scena.

E’ facilmente integrabile in tutti i percorsi diagnostico terapeutici propri dell’emergenza sanitaria territoriale.

L’evoluzione tecnica degli ecografi ha sviluppato una generazione di portatili che oltre ad offrire una qualità tecnica assolutamente esaustiva per le esigenze diagnostiche dell’emergenza territoriale offre garanzia di robustezza e leggerezza. Queste caratteristiche li rendono adatti all’utilizzo ed al trasporto sui mezzi di emergenza con medico a bordo di qualsiasi modello organizzativo.

La curva di training per gli operatori è rapida, e permette di raggiungere in breve tempo l’autonomia nella procedura ed una buona appropriatezza diagnostica.

In conclusione l’ecografia d’urgenza preospedaliera non è il futuro ma una bellissima realtà che rappresenta uno standard diagnostico imprescindibile per una corretta assistenza al paziente critico in emergenza sanitaria preospedaliera.

References:
  • Heegaard W, Plummer D, Dries D et al (2004) Ultrasound for the air medical clinician. Air Med J 23(2):20–23
  • Walcher F, Weinlich M, Conrad G et al (2006) Prehospital ultrasound imaging improves management of abdominal trauma. Br J Surg 93(2):238–242
  • Walcher F, Patrovic T, Neri L, Heegaard W et al (2008) Prehospital ultrasound. In: Ma OJ, Mateer JR, Blaivas M (eds) Emergency ultrasound. McGraw-Hill, New York
  • Lichtenstein D, Courret JP (1998) Feasibility of ultrasound in the helicopter. Intensive Care Med 24(10):1119
  • Polk JD, Fallon WF Jr (2000) The use of focused assessment with sonography for trauma (FAST) by a prehospital air medical team in the trauma arrest patient. Prehosp Emerg Care 4(1):82–84
  • Lapostolle F, Petrovic T, Catineau J et al (2005) Training emergency physicians to perform out-of-hospital ultrasonography. Am J Emerg Med 23(4):572
  • Ma OJ, Mateer JR, Ogata M et al (1995) Prospective analysis of a rapid trauma ultrasound examination performed by emergency physicians. J Trauma 38:879–885
  • Tayal VS, Beatty MA, Marx JA et al (2004) FAST (focused assessment with sonography in trauma) accurate for cardiac and intraperitoneal injury in penetrating chest trauma. J Ultrasound Med 23:467–472
  • Breitkreutz R, Walcher F, Seeger FH (2007) Focused echocardiographic evaluation in resuscitation management: concept of an advanced life support-conformed algorithm. Crit Care Med 35(5 Suppl):S150–S161
  • Byhahn C, Bingold TB, Zwissler B et al (2008) Prehospital ultrasound detects pericardial tamponade in a pregnant victim of stabbing assault. Resuscitation 76:146–148

Per approfondire seguite i Blog sull’ecografia in medicina d’urgenza scelti per voi da MEDEST

ECG seriati e cambiamenti dinamici del tratto ST

7 Jan

Uomo di 67 anni riferisce dolore toraico tipico, risolto al momento del primo contatto medico.

Durante il trasporto verso l’ospedale di zona (non PTCA) lamenta recrudescenza dei sintomi.

Vengono registrati ECG seriati che dimostrano cambiamenti dinamici in senso ischemico del tratto ST in sede anteriore.

(Clicca sulle immagini per ingrandirle)

ECG1ECG2ECG3

Immediatemente dirottato verso il vicino centro di emodinamica dove viene sottoposto a PTCA che dimostra occlusione critica con placca instabile dell’IVA.

Il tempo tra il primo contatto medico e la PTCA è di 35 min.

Gli ECG seriati ed il monitoraggio del trend del tratto ST devono essere ritenuti una manovra standard nella gestione del dolore toracico in medicina d’urgenza preospedaliera.

Alcune considerazioni in merito alle linee guida AHA 2013 sullo STEMI

25 Dec

L’attenta lettura delle nuove linee guida AHA sullo STEMI suscitano due spunti di riflessione che impattano sulla pratica clinica:

  • Il nuovo o presumibilmente nuovo BBS in corso di dolore toracico, non è più considerato un criterio per la diagnosi di STEMI, se non confermato da alterazioni enzimatiche o da altre tecniche di imaging.

Le evidenze (1,2,3,7) sono schiaccianti. Solo tra il 2-4% di pazienti sintomatici per dolore toracico e con BBS nuovo o di presumibile nuova insorgenza hanno un’IMA. Le nuove linee guida recepiscono il cambiamento.

Nel testo vengono inoltre citati i criteri di Sgarbossa , che sia pure altamente specifici, mancano di sensibilità, e sono quindi di dubbia utilità in pratica clinica (5).

La presenza di nuovo o presumibilmente nuovo BBS in corso di dolore toracico non indica la rivascolarizzazione in emergenza, PCI o fibrinolisi che sia. Considerate i criteri di Sgrarbossa ma tenete conto dei loro limiti.

  • Il pretrattamento con Clopdogrel rimane di classe I (LOE B) nei pazienti con STEMI che vengono riperfusi con PCI nonostante le non chiarissime evidenze dei suoi benefici sulla mortalità e su altri end-points primari (4)

Nei pazienti con STEMI il pretrattamento con Clopidogrel rivela solo un trend positivo sulla mortalità, che peraltro non raggiunge livelli di significatività statistica, rispetto al gruppo di controllo (4).

Le linee guida si mantengono comunque ferme sull’indicazione di classe I, ribadendo una pratica comunemente accettata e basata sullla letteratura precedente (5,6).

Tutti i pazienti con STEMI, che vanno in sala d’emodinamica, beneficiano della doppia antiaggregazione piastrinica. L’associazione Clopidogrel + ASA è la strategia da preferire(5,6).

Nel 2013 sono attesi i risultati di due grossi trials che ci diranno di più sull’efficacia di altre due molecole antiaggreganti,Ticagrelor e Prasugrel, nel pretrattamento del paziente con STEMI che si sottopone a PCI.

References:
  1. Chang AM, Shofer FS, Tabas JA, Magid DJ, McCusker CM, Hollander JE  Lack of Association Between Left Bundle-Branch Block and Acute Myocardial Infarction in Symptomatic ED Patients   Am J Emerg Med. 2009;27:916-921
  2. Mehta N, Huang HD, Bandeali S, Wilson JM, Birnbaum Y.   Prevalence of acute myocardial infarction in patients with presumably new left bundle-branch block. J Electrocardiol. 2012 Jul-Aug;45(4):361-7.
  3. Neeland IJ, Kontos MC, de Lemos JA. Evolving considerations in the management of patients with left bundle branch block and suspected myocardial infarction. J Am Coll Cardiol. 2012 Jul 10;60(2):96-105
  4. Bellemain-Appaix A, O’Connor SA, Silvain J, et al. Association of clopidogrel pretreatment with mortality, CV events, and major bleeding among patients undergoing PCI. A systematic review and meta-analysis. JAMA 2012; 308:2507-2517.
  5. Dorler J, Edlinger M, Alber HF, Altenberger J, Benzer W, Grimm G, Huber K, Pachinger O, Schuchlenz H, Siostrzonek P, Zenker G, Weidinger F. Clopidogrel pre-treatment is associated with reduced in-hospital mortality in primary percutaneous coronary intervention for acute ST-elevation myocardial infarction. Eur Heart J 2011;32:2954–2961.
  6. Chen ZM, Jiang LX, Chen YP, Xie JX, Pan HC, Peto R, Collins R, Liu LS. Addition of clopidogrel to aspirin in 45,852 patients with acute myocardial infarction: randomised placebo-controlled trial.  Lancet 2005;366:1607–1621.
  7. Jain S, Ting HT, Bell M, Bjerke CM, Lennon RJ, Gersh BJ, Rihal CS, Prasad A.Utility of left bundle branch block as a diagnostic criterion for acute myocardial infarction Am J Cardiol. 2011 Apr 15;107(8):1111-6.

Sull’argomento è molto interessante seguire il podcast:

Amal Mattu on STEMI, LBB and Sgarbossa Criteria

Aggiornamento 2013 delle linee guida sulla gesione dello STEMI

19 Dec

Su Circulation sono state pubblicate le linee guida sullo STEMI aggiornate per il 2013.

2013 ACCF/AHA Guideline for the Management of ST-Elevation Myocardial Infarction_Executive Summary

Viene posto l’accento su alcune raccomandazioni che riguardano il sistema d’emergenza:

Racconamdazioni di Classe I

  • L’ECG dovrebbe essere effettuato sul posto del primo contatto con il personale del sistema d’emergenza sanitaria territoriale (LOE B)
  • La riperfusione è l’approccio raccomandato per tutti i pazienti che riferiscono l’inizio dei sintormi entro le 12 ore(LOE A)
  • La PCI è il metodo di scelta per la riperfusione se effettuata tempestivamente e da personale esperto (LOE A)
  • Il sistema d’emergenza territoriale dovrebbe indirizzare tutti i pazienti con STEMI direttamente verso un centro PCI capableIl entro 90 min dal primo contatto col personale sanitario (LOE B)
  • I pazienti che giungono in centri non-PCI dovrebbere essere trasferiti in centri PCI entro 120 min (LOE B)
  • La terapia fibrinolitica deve essere considerata, in assenza di controindicazioni specifiche, solo quando non è possibile effettuare una PCI entro i 120 min dal primo contatto col personale sanitario (LOE B)
  • La terapia fibrinolitica, quando è di scelta, dovrebbe essere intrapresa entro i 30 min dall’arrivo in ospedale (LOE B)

Raccomandazione di Classe IIA

  • La strategia riperfusive è consigliata nei pazienti con riferito inizio della sintomatologia tra 12 e 24 ore. Il metodo di scelta per tali pazienti è la PCI (LOE B)

Vasopressori nell’arresto cardiaco preospedaliero

17 Dec

Secondo un recente articolo apparso su Prehospital Emergency Care la somministrazione precoce dei vasopressori (Adrenalina o Vasopressina) è correlata positivamente con il ROSC.

La media dei tempi di somministrazine della prima dose di vasopressore, dall’arrivo dell’equipe sulla scena, era minore nei pazienti che successivemente avevano un ROSC rispetto a quelli che non riprendevano il circolo.

La gestione avanzata delle vie aeree se precedente alla somminstrazione di vasopressore,  ritardandola diminuiva significativamente la probabilità di ROSC.

Non era invece correlata al ROSC l’intervallo tra le dosi di vasopressore.

References:
IMPACT OF DELAYED AND INFREQUENT ADMINISTRATION OF VASOPRESSORS 
ON RETURN OF SPONTANEOUS CIRCULATION DURING OUT-OF-HOSPITAL 
CARDIAC ARREST
PREHOSPITAL EMERGENCY CARE 
JANUARY/MARCH 2013 VOLUME 17 / NUMBER 1

Gestione avanzata delle vie aeree: abbiamo bisogno di un piano B,C,D ed E!

15 Dec

Le linee guida per la gestione avanzata delle vie aeree in ambito preospedaliero ( Linee-guida per la gestione preospedaliera delle vie aeree SIAARTI/PAMIA 2009/2012) dopo la valutazione dell’indicazione, dell’opportunità e della fattibilità, consigliano di procedere all’intubazione orotracheale mediante laringoscopia diretta.

I 3 tentativi di intubazione della via aerea, come chiaramente spiegato nel testo, devono essere effettuati con presidi diversi e con mezzi aggiuntivi (Bougie, Mandrino, manovre esterne di manipolazione delle glottide), dopo di che, in caso di via aerea fallita, si passa al tentativo di ossigenazione e ventilazione mediante presidio extraglottico, ventilazione pallone maschera fino all’eventualità del paziente non intubabile/non ventilabile da gestire con la crico d’emergenza.

In linea con il lavoro di tutto il gruppo SIAARTI/PAMIA, e con la letteratura internazionale  attuale, ecco una proposta operativa per i mezzi di soccorso territoriale sulla gestione razionale delle varie alternative a disposizione per la gestione delle vie aeree sul territorio.

Perchè intubare è una manovra, ma l’intubazione è una diagnosi!

Algoritmo per la gestione avanzata delle vie aeree

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