Questa settimana parliamo di ACR, gestione avanzata delle vie aeree, accesso intraosseo e molto altro. Cliccate sui titoli e scaricate il testo integrale dei lavori citati.
Complication With Intraosseous Access
A dispetto dei lavori ufficiali molti di noi che lavorano con i dispositivi per l’accesso intraosseo evidenziano, senza nessun supporto di evidenze, problemi legati al dispositivo stesso che ne inficiano l’utilità clinica. In questo lavoro molto interessante, attraverso un questionario distribuito agli operatori si è voluta esaminare una casistica ampia di problemi legati a vari dispositivi per l’accesso intraosseo. E’ venuto fuori un quadro molto interessante forse più reale di quello offerto dalla letteratura.
Niente di nuovo ma una piacevole conferma. “Push hard” è sicuramente bene e influenza positivamante l’outcome neurologico.
Steroid-Pressor Cocktail for In-Hospital Cardiac Arrest? – See more at: http://www.jwatch.org/na31719/2013/09/24/steroid-pressor-cocktail-hospital-cardiac-arrest#sthash.qZBir4Aa.dpuf
Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.
Pushing harder, pushing faster, minimizing interruptions . . . But falling short of 2010 cardiopulmonary resuscitation targets during in-hospital pediatric and adolescent resuscitation
Quindi il massaggio cardiaco ben fatto è cruciale per la buona riuscita di una rianimazione; sicuramente dall’avvento delle linee guida 2010 la situazione è migliorata molto, ma ancora molta strada è da fare, secondo questo studio prospettico appena pbblicato, specie per quanto riguarda la profondità e la frequenza delle compressioni.
Treatment of monitored out-of-hospital ventricular fibrillation and pulseless ventricular tachycardia utilising the precordial thump
E da una cosa che sicuramente funziona, il massaggio cardiaco, ad una pratica che viene definitivamente esclusa da quelle che hanno evidenti effetti benefici in ACR. Il “thump” precordiale nel paziente monitorizato che va in ACR con ritmo defibrillabile, presente anche se “degradato” nelle linee guida 2010, secondo questo articolo è correlato a pochissimi ROSC ed a molti casi di peggioramento del ritmo.
Association of prehospital advanced airway management with neurologic outcome and survival in patients with out-of-hospital cardiac arrest
E sempre in arresto cardiaco è ancora aperto il dibattito su quale sia il metodo migliore per la gestione delle vie aeree. Questo studio prospettico giapponese durato 5 anni che ha coinvolto 649359 pazienti, dimostra che i pazienti le cui vie aeree sono state gestite in modo invasivo (tubo OT o presidio sovraglottico) presentano un outcome peggiore rispetto a quelli ventilati a maschera.
Il sistema EMS giapponese è composto prevalentemente da tecnici formati alla tecnica dell’intubazione ma non da persoanle sanitario; i risultati di questo studio non sono quindi completamente sovrapponibili alla realtà italiana. Ma la sensazione che la gestione avanzata delle vie aeree è un’arma a doppio taglio in mani non esperte viene sicuramente rinforzata da questa pubblicazione
Continuous neuromuscular blockade is associated with decreased mortality in post-cardiac arrest patients
Nel tratamento post-rianimatorio molti sono i fattori che contribuiscono al buon outcome. Tra questi l’uso precoce dei bloccanti neuromuscolari (protratti per almeno 24 ore) può sicuramente contribuire allo scopo, come dimostrato dai pazienti coinvolti in questa analisi mirata di registro.
Un altro tassello nel controllo della ventilazioen del paziente che ha sostenuto il ROSC sul territorio in cui a ripresa del circolo non è la fine ma solo l’inizio di un cammino che si auspica virtuoso.








MEDEST Review 14. Il meglio della letteratura internazionale della settimana.
18 DicQuesta settimana ci occupiamo di ACR e post-resuscitative care.
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A Feasibility Study of Cerebral Oximetry During In-Hospital Mechanical and Manual Cardiopulmonary Resuscitation
Un nuovo modo di monitorare, in modo non invasivo, gli sforzi rianimatori focalizza l’attenzione sulla perfusione e sull’ossigenazione cerebrale e può essere un passo avanti per la rianimazione cardiopolmonare . In questo piccolo studio l’utilizzo dell’ossimetria cerebrale dimostra come le compressioni meccaniche forniscano un cicolo ed un’ossigenazione cerebrale migliore rispetto a quelle manuali.
The impact of peri-shock pause on survival from out-of-hospital shockable cardiac arrest during the Resuscitation Outcomes Consortium PRIMED trial
Un’ulteriore dimostrazione che l’interruzione del massaggio cardiaco è negativamente correlato all’outcome. In questo studio viene indagato l’impatto delle pause pre e post shock nei pazienti in ACR da ritmo defibrillabile. I risultati dimostrano come sia importante minimizzare al massimo l’interruzione del massaggio sia prima (durante la carica del defibrillatore) che dopo l’eroga della scarica per aumentare le probabilità di sopravvivenza.
Does untreated post-cardiac-arrest fever counteract the benefit of therapeutic hypothermia
Un tassello importante nella gestione del paziente post- arresto è sicuramente la gestione della temperatura. Nonostante tutte le evidenze disponibili puntino l’indice sull’ipertermia e sul suo controllo per il migliramento di tutti gli indici di outcome, in questa bellissima disamina gli autori individuano la mancanza di studi mirati al controllo della febbre che indivudui dei canoni di trattamento dei valori soglia di temperatura e indicatori sulla durata del trattamento stesso.
Pyrexia and neurologic outcomes after therapeutic hypothermia for cardiac arrest
E se l’ipertermia è sicuramente legata la peggioramento dell’outcome nell’immediato post-arresto, la febbre è un’evenienza comune nel periodo di “rewarming”. Questo studio i cui partecipanti sono stati sottoposti al trattamento indicato dal TTM trial (Targeted Temperature Management at 33°C versus 36°C after Cardiac Arrest) evidenzia come il rebound piretico nel paziente rewarmed (>48h) non influisce negativamente sull’outcome se non per temperature estreme (>38,7 C°).
Steroid-Pressor Cocktail for In-Hospital Cardiac Arrest? – See more at: http://www.jwatch.org/na31719/2013/09/24/steroid-pressor-cocktail-hospital-cardiac-arrest#sthash.qZBir4Aa.dpuf
Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.
Sublingual microcirculation is impaired in post-cardiac arrest patients
The post-cardiac arrest microcirculation- More than meets the eye
Lo stato emodinamico ed in particolare quello microcircolatorio rappresenta una parte importante del complesso equilibrio post-rianimatorio. L’effettiva valutazione della microcircolazione viene valutata attraverso il circolo sublinguale, ed in questo trial, che coinvolge un numero limitato di pazienti, sembra essere direttamente correlata con lo stato emodinamico generale e con la probabilità di buono stato neurologico dei pazienti rianimati.
Phlebitis in Amiodarone Administration
Questo trial dimostra come le flebiti in situ di somministrazione dell’Amiodarone siano un realtà tangibile, soprattutto, ma non solo, se somministrato ad alti dosaggi. Anche dosaggi comunemente usati per la terapia delle tachiaritmie sono infatti a rischio di produrre reazioni locali importanti.
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Tag:ACR, arresto cardiaco, clinical decision rules, emergency medicine, emergenza sanitaria territoriale, litterature review, medicina d'urgenza, post resuscitative care, post-rianimazione, prehospital emergency medicine