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L’uso dei bloccanti neuromuscolari migliora la sopravvivenza nei pazienti post-ACR

11 Jul

Neuromusc block

Un recente studio basato sull’analisi retrospettiva dei dati raccolti in un database nordamericano sui pazienti post-arresto cardiaco, evidenzia che l’utilizzo precoce dei bloccanti neuromuscolari è correlato ad un miglioramento della sopravvivenza.

Gli autori hanno evidenziato come in tutti i pazienti post-ACR vengono comunemente somministrati  bloccanti neuromuscolari, ma sembra che solo quelli a cui vengono somministrati precocemente e per almeno 24 ore continuativamente ne traggano un reale beneficio.

Vi è infatti un netto miglioramento della sopravvivenza e della clearence dei lattati nel subgruppo di pazienti trattati con bloccanti neuromuscolari.

Gli autori commentano come questo effetto benefico sia verosimilmente dovuto alla riduzione del consumo di O2 e dal miglioramento della ventilazione. Vi è inoltre un miglior adattamento alla ventilazione invasiva che influisce anch’esso positivamente sull’outcome.

Molte sono le limitazioni di questo studio. Per prima cosa parliamo di uno studio retrospettivo i cui risultati sono frutto di un post-analisi ma non venivano inclusi negli end points dichiarati. Poi i pazienti a cui venivano somministrati i bloccanti neuromuscolari erano verosimilmente quelli più reattivi e con condizioni neurologiche migliori. Questi ed altri elementi possono creare un bias nella selezione dei pazienti. Infine visto che in molti dei pazienti arruolati (97% circa) è stata usata l’ipotermia terapeutica, è molto controverso la sua influenza sui risultati dello studio.

Commento

Nonostante le limitazioni di questo studio la somministrazione di bloccanti neuromuscolari ha un suo razionale fisio-patologico nel miglioramento della sopravvivenza del paziente post-ACR. Già in passato alcuni studi avevano dato risultati in questo senso. Lo sviluppo di nuovi  più potenti trials si impone a questo punto per stabilire la reale efficacia di tale trattamento.

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References
  1. Continuous neuromuscular blockade is associated with decreased mortality in post-cardiac arrest patiens
  2. Belliard G, Catez E, Charron C, et al. Efficacy of therapeutic hypothermiaafter out-of-hospital cardiac arrest due to ventricular fibrillation. Resuscitation2007;75:252–9.
  3. Castrejon S, Cortes M, Salto ML, et al. Improved prognosis after using mildhypothermia to treat cardiorespiratory arrest due to a cardiac cause: comparisonwith a control group. Rev Esp Cardiol 2009;62:733–41.