Tag Archives: Linee guida

Resuscitation highlights 2013. Il presente ma anche molto del futuro della rianimazione cardiopolmonare.

6 Apr
In questi due articoli pubblicati su Resuscitation si riassumono le novità più importanti per quello che riguarda la rianimazione cardiopolmonare sia di base che avanzata.
In attesa delle nuove linee guida, si mette un punto fermo sulle novità fin qui comparse dall’avvento delle linee guida 2010 e si gettano le basi fondamentali per quelle che saranno pubblicate nel 2015.
Una lettura fondamentale per tutti i professionisti dell’emergenza in cui vengono elencati molti degli studi che influenzeranno le scelte delle nuove linee guida, ma anche dei concetti fondmentali che ci devono guidare nella pratica quotidiana attuale.

Resuscitation highlights in 2013- Part 1 (full tex pdf)

Resuscitation highlights in 2013- Part 2 (full text pdf)

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Clinical practice guideline on diagnosis and treatment of hyponatraemia

2 Mar
Nuove linee guida della European Society of Endocrinology sulla diagnosi ed il trattamento dell’iponatremia
Scaricate il full text in pdf e consultatele off line

Clinical practice guideline on diagnosis and treatment of hyponatraemia

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Per tutte le linee guida recenti visitate la pagina di MEDEST loro dedicata

Linee Guida

 

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L’arresto cardiaco intraospedaliero: strategie per migliorare la sopravvivenza.

2 Feb

Molto abbiamo scritto sull’ACR extraospedaliero, ma quale è la situazione dentro l’ospedale?

La sensazione è che molto ci sia ancora da fare, sia dal punto di vista culturale che organizzativo, per uniformare in tema di gestione dell’ACR le molte realtà presenti.

Epidemiologia, best practices e un deciso incoraggiamento ad un cambio di passo  nella gestione dell’arresto cardiaco intraospedaliero, tutto questo è contenuto nel recentissimo documento di consenso dell’American Heart Association che indica in modo chiaro gli standard attuali al di là delle differenze logistico culturali.

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Tutte le ultimissime Linee Guida in Medicina d’Urgenza?

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Aggiornamento Linee Guida NICE sul trauma cranico

2 Feb

Il National Institute for Helath and care Excellence (NICE) ha aggiornato le Linee Guida per il triage ed il trattamento del trauma cranico dall’età pediatrica a quella adulta.

Dal trattamento preospedaliero agli algoritmi decisionali e diagnostici intraospedalieri, in forma chiara e concisa.

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ACEP Clinical Policies e Trauma Ultrasound eBook

9 Gen

Scaricate le Clinical Policies dell’American College of Emergency Physicians nella sezione delle Linee Guida a loro dedicata.

ACEP Clinical Policies

Sempre da ACEP nuova applicazione e libro multimediale sull’eFAST nel trauma. Una risorsa completa ed interattiva per che usa l’ecografia sia in DEA che sul territorio.

Trauma Ultrasound eBook

Faculty of Pre-Hospital Care Consensus Statements

20 Dic
Nuove Consensus Statements da parte della Faculty of Pre-Hospital Care che riguardano l’immobilizzazione spinale preospedaliera, l’inserzione farmacologicamente assistita della maschera laringea, la movimentazione minima preospedaliera del paziente traumatizzato e l’utilizzo dei device per la contenzione del bacino.
Sono tutte scaricabili liberamente sul nuovo sito della Faculty of Pre-Hospital Care e sulla pagina di MEDEST dedidcata alle linee guida.

Faculty of Pre-Hospital Care new Consensus Statements.

Sedare un paziente di cui si vuole gestire le vie aeree ed inserire un presidio sovraglottico? Un’eresia o una pratica che comunque esiste e come tale deve essere “goveranta”? La lettura di questo Statements apre nuove prospettive ad una pratica non ortodossa ma che, seppure in casi limitati, ha un suo razionale clinico.

L’immobilizazione spinale deve essere selettiva, e non deve riguardare tutti i pazienti traumatizzati a prescindere da criteri clinico prognostici. Già in passato MEDEST si è occupata di immobilizzazione spinale auspicando l’adozione di criteri clinici selettivi per l’utilizzo dei presidi d’immobilizzazione nel trauma preospedaliero. Questa Consensus Statements va finalmente in questa direzione.

Riassumiamo le principali racomandazioni:

  1. L’asse spinale è un presidio da utilizzare solo per l’estricazione del paziente vittima di trauma.
  2. Per il trasporto e le manovre diagnostiche intraospedaliere la barella scoop è il presidio più adatto. Minimizza i movimenti e diminuisce il rischio di lesioni da pressioni in regione dorsale.
  3. L’immobilizzazione in linea del capo è la tecnica raccomandata per l’immobilizzazione del rachide cervicale, in particolare in pazienti: con vie aeree compromesse che necessitano di essere gestite,  sospetto di aumentata pressione intracranica, combattivi ed agitati, bambini.
  4. Il collare cervicale se utilizzato deve essere ben dimensionato e correttamente applicato. Deve essere comunque allentato per evitare discomfort del paziente, facilitare la gestione delle vie aeree ed evitare il possibili innalzamento della pressione intracranica.
  5. I pazienti vittima di trauma penetrante senza segni neurologici non devono essere immobilizzati.
  6. I pazienti coscienti senza segni di intossicazione da sostanze o lesioni distraenti, se non intrappolati, devono essere invitati a posizionarsi autonomamente sulla barella.
  7. Viene scoraggiato l’utilizzo della manovra “standing take down” (paziente in piedi che viene posizionato sull’asse spinale facendolo appoggiare su di essa e poi accompagnato in posizione supina).

Un presidio per l’immobilizzazione pelvica deve essere sempre usato quando è presente un meccanismo di lesione compatibile con lesione del bacino e contemporanea instabilità emodinamica. Secondo gli autori non esistono evidenze che fanno preferire un presidio rispetto ad un altro. L’immobilizzatore del bacino non è controindicato anche in presenza di frattura alta del femore che  coinvolga l’acetabulo.

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2013 Management of bleeding and coagulopathy following major trauma: an updated European guideline

3 Dic
Aggiornate le raccomandazioni Europee sulla diagnosi ed il controllo delle emorragie nei traumi maggiori.
Consultatele e scaricatele in pdf
Alla pagina dedicata alle linee guida trovate tutte le linee guida appena pubblicate su molti argomenti di attualità clinica in medicina d’urgenza.
Linee Guida

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To cool or not to cool. Possiamo fare finta di non vedere?

23 Nov

Audit ACR

I dati di questo trial appena pubblicato, hanno acceso il dibattito sull’utilità dell’ipotermia nell’arresto cardiaco, già dalla fase preospedaliera.

Vediamo il disegno dello studio. I pazienti (1359) venivano randomizzati fin dal ROSC preospedaliero in due gruppi; uno riceveva il trattamento standard mentre il secondo veniva sottoposto ad l’ipotermia (liquidi freddi per via parenterale). I pazienti di entrambi i gruppi venivano poi comunque “raffreddati” all’arrivo in DEA.

I risultati. Nessun beneficio viene dimostrato nei pazienti sottoposti ad ipotermia sia in termini di mortalità che di outcome neurologico. Veine anzi evidenziato un aumento delle recidive di ACR e di scompenso cardico congestizio nei pazienti sottoposti ad ipotermia.

La critica mossa agli auotri riguarda il non stretto controllo della temperatura ed il metodo di raffreddamento. Due litri di salina a 4° infatti somministrati per via endovenosa possono avere un impatto emodinamico significativo.

Allora tutta colpa dello studio condotto male?

Audit ACR

Ecco quindi questo studio  anch’esso dello stesso periodo, condotto in Europa ed in Australia su 950 pazienti.

Lo studio questa volta è molto rigoroso sul controllo della temperatura  e sulla selezione dei pazienti. Indaga quale target di temepratura  dimostri maggior beneficio nei pazienti vittima di ACR, se i classici 33° o 36°, indicati come ipotermia moderata.

I risultati. Anche questo studio non dimostra nessun beneficio derivato dall’applicazione di una ipotermia spinta su quella moderata. Un sensibile peggioramento veniva dimostrato solo nei pazienti ipertermici. Quindi indicazioni sicuramente sul controllo della temperatura per evitare l’ipertermia nei pazienti sopravvissuti da ACR ma ancora nessuna evidenza sul beneficio dell’ipotermia.

Possiamo ancora far finta di non vedere?

Possiamo ignorare che le indicazioni che riguardano l’uso dell’ipotermia, e su cui si basano le attuali linee guida, sono sostenute da studi datati e poco potenti?

Bottom line

Quello che questi studi devono stimolare è l’attenione massima sul “post-resuscitative care” del paziente rianimato da ACR.

Non finisce tutto dopo il ROSC, anzi! Il buon outcome comincia proprio dalla ripresa del circolo!

Massima attenzione va quindi posta sulla globalità trattamento post-rianimatorio:

  • Controllo della ventilazione assistita
    • Controllo delle pressioni
    • Controllo dei volumi
    • Paralisi
  • Evitare l’iperossia
    • Target di saturazione di O2 94-98%
  • Mantenere l’eucapnia
    • Target di EtCO2 35-40
  • Evitare l’ipertermia
    • TTM (Targeted Temperature Management)
  • Trattamento della causa sottostante
    • PTCA
  • Considerare la circolazione extracorporea
    • Pazienti con shock cardiogeno persistente post ROSC

Come e quanto raffreddare il paziente rianimato? Seguiamo con interesse il dibattito internazionale in attesa di nuovi, sicuramente necessari, trial che facciano più chiarezza sull’argomento.

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References:

Nuove linee guida 2013

17 Nov

Aggiunte nuove Linee Guida, come sempre full text e liberamente scaricabili. Consultate la sezione Linee Guida su MEDEST.

 

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Customized Anaphylaxis Guidelines for Emergency Medicine. L’anafilassi in medicina d’urgenza.

28 Ago

Molti episodi di anafilassi vengono gestiti in fase preospedaliera ed in Pronto Soccorso dai professionisti di medicina d’urgenza.

La manifestazione dell’anafilassi in questi setting è spesso diverso da quello che si presenta allo specialista allergologo.

Molti dati fanno intravedere come in emergenza l’anafilassi viene spesso miscomosciuta ed il suo trattamento è spesso inadeguato per mancanza di linee guida e protocolli adeguati alla medicina d’urgenza.

In questo lavoro pubblicato sul Journal of Emergency Medicine gli autori adeguano le attuali linee guida sull’anafilassi per l’utilizzo da parte del professionista sanitario che lavora in emergenza medica sia intra che extraospedaliera.

Most episodes of anaphylaxis are managed in emergency medical settings, where the cardinal signs and symptoms often differ from those observed in the allergy clinic. Data suggest that low recognition of anaphylaxis in the emergency setting may relate to inaccurate coding and lack of a standard, practical definition.
In the following article published on Journal of Emergency Medicine the actual guidelines on Anaphylaxis are customized for prehospital and ED professionals.

Anaphylaxis Guidelines for Emergency Medicine J Emerg Med. 2013;45(2):299-306.

Bottom line:

Focus on diagnosis! Don’t miss anaphylaxis!

  • It is important to recognize that the patient may not present with life-threatening symptoms.

  • Even when the initial symptoms are mild, there is significant potential for rapid progression to a severe reaction, which may prove fatal.

  • It often is impossible to predict the ultimate severity of an anaphylactic episode at the time of onset.

  • Any delay in appropriate treatment increases the potential for morbidity and mortality.

Give i.m. epinephrine as first line treatment when anaphylaxis in the most likely diagnosis!

  • The dose is 0.01 mg/kg of a 1:1000 (1 mg/mL)solution to a maximum of 0.5 mg in adults or 0.3 mg in children. Depending on the severity of the episode and the response to the initial injection, this dose can be repeated every 5–15 min as needed.

  • There are no absolute contraindications to the use of Epinephrine for Anaphylaxis. Serious adverse effects are very rare when Epinephrine is administered at the appropriate Intramuscular doses for anaphylaxis.

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