Tag Archives: emergenza sanitaria territoriale

SMACC 2013

18 Mar

Social Media and Critical Care dal 11 al 13 Marzo a Sidney è stato un evento pieno di formidabili informazioni per tutto il mondo della medicina d’urgenza.Smacc
Per chi non avesse seguito live i lavori e le bellissime presentazioni ecco il canale You Tube su cui vederle in differita.
http://www.youtube.com/user/TheSMACCchannel/videos?view=0&flow=grid

Per tutto il resto delle informazioni

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Il trauma preospedaliero tra evidenze e leggende metropolitane

10 Mar

MEDEST presenta un podcast video sulla gestione del trauma preospedaliero.

Questa presentazione è stata parte del seminario “La gestione clinica e organizzativa del trauma maggiore nell’Azienda Sanitaria Firenze: proposta di un percorso condiviso” tenutosi a Firenze il 6 Marzo scorso.

Buona visione a tutti.

References:

  1. The Golden Hour: Scientific Fact or Medical ‘‘Urban Legend’’
  2. Emergency Medical Services Intervals and Survival in Trauma copy
  3. The Golden Hour: Scientific Fact or Medical ‘‘Urban Legend’’?

Dalla “Rapid” alla “Delayed Sequence Intubation”: spazio ai preliminari in Medicina d’urgenza.

8 Feb

Nelle fase  necessariamente concitate di una intubazione farmacologicamente assistita di un paziente altamente critico, non vi sembra manchi qualcosa?

L’attenzione alla laringosocpia diretta ed al passaggio del tubo al primo tentativo non ci fa tralasciare target fisiologici altrettanto importanti?

Nei momenti di pura apnea, (durante la laringoscopia diretta, durante il tentativo di passaggio del tubo, della conferma del posizionamento e del fissaggio) che fine fa l’ossigenazione del sangue arterioso di un paziente già verosimilmente gravemente ipossico?

Abbiamo modo di evitare una grave desaturazione durante questi passaggi obbligati della IOT?

La letteratura recente e i più autorevoli Blog di medicina d’urgenza si pongono lo stesso dubbio, e nonostante l’attuale scarsezza di evidenze, concordano che una maggiore concentrazione sulle fasi che precedono la fase puramente tecnica della procedura permette di evitare quello che sarebbe un controsenso concettuale: generare ipossia per effettuare una manovra che attraverso il controllo avanzato delle vie aeree si pone l’obiettivo di migliorare l’ossigenazione!

Sta quindi emergendo il concetto di “delay” nell’intubazione farmacologicamente assistita per permettere una fase di preossigenazione adeguata.

Ecco i concetti che ne fondano le basi razionali e fisiologiche:

  • La somministrazione di O2 ad alti flussi ed ad alte concentrazioni permette il mantenimento di una adeguata SaO2 anche durante le successive fasi di apnea in cui il paziente non è attivamente ventilato, per il fenomeno di diffusione passiva dell’ossigeno attraverso l’interfaccia alveolo capillare (1,2,3,4).
  • La SaO2 pre procedura non dovrebbe mai scendere sotto il 98%.
  • Una SaO2 inferiore al 90% predispone il paziente ad una grave desaturazine durante la fase di apnea pre ed intraprocedura.

I device che abbiamo a disposizione per ottenere una preossigenazione adeguata sono:

  • Maschera O2 con resrvoir
  • Va e vieni- maschera
  • Pallone di ambu-maschera

Quello più adatto è dettato dalle condizioni cliniche del paziente ed è legato al raggiungimento del target di SaO2.

Alcuni accorgimenti pratici aiutano comunque a raggiungere questo target:

  • L’aggiunta di una PEEP  da 5 a 15 cmH2O(in emergenza territoriale mediante valvole PEEP da applicare al pallone di Ambu per esempio) recluta gli alveoli e favorisce l’ossigenazione nei pazienti a rischio ipossico (5,6,7).
  • La posizione migliore per il paziente è con il capo elevato di 20 gradi circa quando possibile (in caso di trauma paziente supino od in leggero Trendelemburg) (5,6,7).
  • Dopo la fase di preossigenazione e durante la procedura è utile mantenere un flusso costante di O2 mediante occhialini nasali. Questo permetterà di avere un lasso di tempo maggiore di “safe apnea” in cui la SaO2 si manterrà costantemente sopra i livelli di sicurezza.
  • Quando è necessario usare un sitema pallone maschera la frequenza delle ventilazioni non deve essere superiore all 10/min (con basso volume corrente) in quanto una frequenza maggiore non aumenterebbe l’ossigenazione ed esporrebbe il paziente al rischio di vomito per distensione gastrica.

La fase di preossigenazione è  anche tempo guadagnato per la cura di aspetti altrimenti facilmente trascurati come la preparazione dell’attrezzatura, il posizionamento del paziente, il controllo che tuti i farmaci siano rapidamente disponibili, la sicurezza di avere a portata di mano il piano B e C in caso di fallimento del passaggio del tubo OT al primo tentativo.

La DSI e il grande margine di normossia guadagnato permette, in caso di tentativi multipli di gestione della via aerea diffcicile, di non uscire mai dalla “green zone” della normossia (o di rientrarci rapidamente) con minore impatto fisiologico sulla clinica del paziente critico.

Quindi non più RSI come tentativo arruffato e frettoloso di IOT, ma la fase di sedazione seguita da un’adeguata preossigenzaione e poi la paralisi a l’IOT.

Ne deriva una DSI (Delayed sequence intubation) con minore impatto fisiologico sul paziente e maggiore sicurezza per l’operatore.

Ecco quindi la proposta per una DSI in fase preospedaliera:

Delayed Sequence Intubation protocol

References:

  1. Teller L, Alexander C, Frumin J, Gross J. Pharyngeal insufflation of oxygen prevents arterial desaturation during apnea. Anesthesiology 1988; 69: 980–2.
  2. Baraka A, Salem MR, Joseph N. Critical hemoglobin desaturation can be delayed by apneicdiffusion oxygenation. Anesthesiology 1999; 90: 332–3.
  3. Taha SK, Siddik-Sayyid S, El-Khatib MF, Dagher CM, Hakki M, Baraka AS. Nasopharyngealoxygen insufflation following preoxygenation by the four deep breath technique. Anaesthesia 2006:61: 427–30.
  4. Ramachandran SK, et al. Apneic oxygenation during prolonged laryngoscopy in obese patients:a randomised, controlled trial of nasal oxygen administration. J Clin Anesth. 2010 May;22(3):164-8.
  5. Scott D. Weingart, MD, Richard M. Levitan, MD Preoxygenation and Prevention of Desaturation During Emergency Airway Management
  6. Preoxygenation in critically ill patients requiring emergency tracheal intubation.
  7. Noninvasive ventilation improves preoxygenation before intubation of hypoxic patients.

ECG pediatrico in emergenza

11 Jan

Chi non ha mai avuto dubbi sull’interpretazione dell’ECG pediatrico?

Frequenza, ritmo, morfologia sono completamente diversi da quello dell’adulto, ed alcuni aspetti a prima vista molto “pericolosi” sono in realtà assolutamente normali nel bambino.

In questo breve video-podcast Amal Mattu rivede alcuni concetti base dell’ECG pediatrico.

Non un compendio completo di elettrocardiografia pediatrica ma alcuni utlissimi concetti che possono migliorare la pratica quotidiana.

In Emergenza ci vuole naso….

11 Jan

La somministrazione intranasale di farmaci è un’opzione terapeutica sempre più allettante in Emergenza sanitaria territoriale.

Un breve video-tutorial sul perchè, quando e come usare la via intranasale in medicina d’urgenza.

References:

Successfull administration of intranasal glucagon in out of hospital

Ahmad, IN lorazepam vs IM paraldehyde, Lancet 2006

Pires, Intranasal drug delivery – How why what for -extensive review, J Pharm Pharmaceut Sci 2009

Barton, Ed, et al. (2005). “Efficacy of intranasal naloxone as a needleless alternative for treatment of opioid overdose in the prehospital setting.” J Emerg Med 29(3): 265-71.

Thakker, A. and P. Shanbag (2012). “A randomized controlled trial of intranasal-midazolam versus intravenous-diazepam for acute childhood seizures.” J Neurol.

“Intranasal delivery of morphine may offer better effects.” Clin J Oncol Nurs 7(4): 377.2003

Ali, S. and T. P. Klassen (2007). “Intranasal fentanyl and intravenous morphine did not differ for pain relief in children with closed long-bone fractures.” Evid Based Med 12(6): 176.

Interesting readings:

EM on the edge videocast

Nasal_Drug_Delivery_in_EMS

http://intranasal.net/Home/default.htm

ECG seriati e cambiamenti dinamici del tratto ST

7 Jan

Uomo di 67 anni riferisce dolore toraico tipico, risolto al momento del primo contatto medico.

Durante il trasporto verso l’ospedale di zona (non PTCA) lamenta recrudescenza dei sintomi.

Vengono registrati ECG seriati che dimostrano cambiamenti dinamici in senso ischemico del tratto ST in sede anteriore.

(Clicca sulle immagini per ingrandirle)

ECG1ECG2ECG3

Immediatemente dirottato verso il vicino centro di emodinamica dove viene sottoposto a PTCA che dimostra occlusione critica con placca instabile dell’IVA.

Il tempo tra il primo contatto medico e la PTCA è di 35 min.

Gli ECG seriati ed il monitoraggio del trend del tratto ST devono essere ritenuti una manovra standard nella gestione del dolore toracico in medicina d’urgenza preospedaliera.

Intubare o non intubare questo è il dilemma…..

6 Jan

amleto_laringo

Siete di turno in elisoccorso, sono le 3 di un pomeriggio invernale. Vi chiamano per trasferire una donna di 44 anni affetta da stroke ischemico con emiplegia dell’emisoma destro ed afasia. La paziente non collaborante è a tratti agitata. GCS E4 V1 M5. Respiro efficace ma sbuffante, emodinamica compensata.

In anamnesi sindrome depressiva trattata con Paroxetina ed Alprazolam. Nessuna altra malattia degna di nota.

I sintomi sono insorti alle 10 della mattina e la paziente è stata trasportata, dopo sedazione (Midazolam) al DEA con ambulanza medicalizzata. Giunta in DEA viene deciso che la paziente è elegibile per la trombolisi sitemica che viene effettuata, ma a 5 ore quasi dall’insorgenza dei sintomi non ha prodotto miglioramenti clinici apprezzabili.

Motivo del trasferimento è effettuare una procedura “rescue” in locoregionale. Il tempo di trasporto verso il presidio che ospita la radiologia inteventistica è di 20-25 minuti di volo (Elicottero modello EC 145).

L’anestesista di turno e la neurologa del presidio inviante non individuano criteri per l’intubazione orotracheale.

Dizziness and amyloidosis in prehospital.

4 Jan

68 years old male referring dizziness and lighthead. Denies chest pain.

Pale cold sweating is laying on bed. Chest and abdominal examination are negative. Cardiac examination reveals arrithmiyc tones and free pauses. No smoking no diabetes.

His past history is positive for cardiac amyloidos  (proteinuria Bence Jones k)  triple A surgically corrected many years ago. Hypertension and AFib farmacologiccally cardioverted 1 year ago.  He is in treatment with Propafenone 150×4, Ramipril and Warfarin. No smoking no diabetes.

This morning ha did a routine control ECG and echo. All the parameters where fine. The documentation is not with him right now so is not possible a proper confrontation with the actual findings.

Vital signs:

BP is 70/50, satO2 room air 98%.

The 12 leads EKG is shown below

12 der

and a longer monitor recording….

strip

Which are the EKG findings?

When the patient is invited to stand refers presyncopal signs and tends to faint. BP drops and the skin become pale and sweaty

Which is the racommended management?

Blood exams are normal except TnI tha is slightly elevated (0,23) and the INR is 3

Which is your diagnosis?

← Back

Thank you for your response. ✨

Episodio presincopale in Amiloidosi cardiaca

3 Jan

Uomo di 68 anni riferisce da alcune ore sensazione presincopale, senso di testa vuota, sudorazione algida.

E’ pallido e sudato. Giace disteso sul letto con le gambe sollevate. Torace ed addome negativi, obiettività neurologica nei limiti.

La sua storia patologica parla di un’amiloidosi AL (prevalentemente cardica, con proteinuria di BJ cat. K, funzione renale conservata), di un pregresso intervento per endoprotesi su AAA. E’ Iperteso in trattamento con ramipril. Un anno fa ha avuto un episodio di FA persistente cardiovertita farmacologicamente. Da allora assume Rytmonorm 150×4 e Coumadin. Non fuma, non è diabetico.

Questa matitna aveva effettuato un ECG ed un Ecocardiogramma di controllo che lui riferisce come nella norma ma di cui non esibisce la documentazione.

La PA attuale è 70/50, satO2 in aria 98%.

Questo è l’ECG a 12 derivazioni.

12 der

e questa una stirp più lunga per una migliore definizione del ritmo

strip

Qual’è la diagnosi elettrocardiografica?

Il paziente appena invitato a mettersi seduto lamenta senso di svenimento, diventa pallido e compare sudorazione algida. I sintomi regrediscono in clinostatismo.

Cosa fareste a questo punto?

Il profilo ematochimico in DEA è nella norma (emocromo, elettroliti, creatinina, funz epatica, pancreatica e glicemia) a parte un lieve movimento degli enzimi cardiaci (TnI 0,23) e 3 di INR.

Qual’è la vostra ipotesi diagnostica?

← Back

Thank you for your response. ✨

Alcune considerazioni in merito alle linee guida AHA 2013 sullo STEMI

25 Dec

L’attenta lettura delle nuove linee guida AHA sullo STEMI suscitano due spunti di riflessione che impattano sulla pratica clinica:

  • Il nuovo o presumibilmente nuovo BBS in corso di dolore toracico, non è più considerato un criterio per la diagnosi di STEMI, se non confermato da alterazioni enzimatiche o da altre tecniche di imaging.

Le evidenze (1,2,3,7) sono schiaccianti. Solo tra il 2-4% di pazienti sintomatici per dolore toracico e con BBS nuovo o di presumibile nuova insorgenza hanno un’IMA. Le nuove linee guida recepiscono il cambiamento.

Nel testo vengono inoltre citati i criteri di Sgarbossa , che sia pure altamente specifici, mancano di sensibilità, e sono quindi di dubbia utilità in pratica clinica (5).

La presenza di nuovo o presumibilmente nuovo BBS in corso di dolore toracico non indica la rivascolarizzazione in emergenza, PCI o fibrinolisi che sia. Considerate i criteri di Sgrarbossa ma tenete conto dei loro limiti.

  • Il pretrattamento con Clopdogrel rimane di classe I (LOE B) nei pazienti con STEMI che vengono riperfusi con PCI nonostante le non chiarissime evidenze dei suoi benefici sulla mortalità e su altri end-points primari (4)

Nei pazienti con STEMI il pretrattamento con Clopidogrel rivela solo un trend positivo sulla mortalità, che peraltro non raggiunge livelli di significatività statistica, rispetto al gruppo di controllo (4).

Le linee guida si mantengono comunque ferme sull’indicazione di classe I, ribadendo una pratica comunemente accettata e basata sullla letteratura precedente (5,6).

Tutti i pazienti con STEMI, che vanno in sala d’emodinamica, beneficiano della doppia antiaggregazione piastrinica. L’associazione Clopidogrel + ASA è la strategia da preferire(5,6).

Nel 2013 sono attesi i risultati di due grossi trials che ci diranno di più sull’efficacia di altre due molecole antiaggreganti,Ticagrelor e Prasugrel, nel pretrattamento del paziente con STEMI che si sottopone a PCI.

References:
  1. Chang AM, Shofer FS, Tabas JA, Magid DJ, McCusker CM, Hollander JE  Lack of Association Between Left Bundle-Branch Block and Acute Myocardial Infarction in Symptomatic ED Patients   Am J Emerg Med. 2009;27:916-921
  2. Mehta N, Huang HD, Bandeali S, Wilson JM, Birnbaum Y.   Prevalence of acute myocardial infarction in patients with presumably new left bundle-branch block. J Electrocardiol. 2012 Jul-Aug;45(4):361-7.
  3. Neeland IJ, Kontos MC, de Lemos JA. Evolving considerations in the management of patients with left bundle branch block and suspected myocardial infarction. J Am Coll Cardiol. 2012 Jul 10;60(2):96-105
  4. Bellemain-Appaix A, O’Connor SA, Silvain J, et al. Association of clopidogrel pretreatment with mortality, CV events, and major bleeding among patients undergoing PCI. A systematic review and meta-analysis. JAMA 2012; 308:2507-2517.
  5. Dorler J, Edlinger M, Alber HF, Altenberger J, Benzer W, Grimm G, Huber K, Pachinger O, Schuchlenz H, Siostrzonek P, Zenker G, Weidinger F. Clopidogrel pre-treatment is associated with reduced in-hospital mortality in primary percutaneous coronary intervention for acute ST-elevation myocardial infarction. Eur Heart J 2011;32:2954–2961.
  6. Chen ZM, Jiang LX, Chen YP, Xie JX, Pan HC, Peto R, Collins R, Liu LS. Addition of clopidogrel to aspirin in 45,852 patients with acute myocardial infarction: randomised placebo-controlled trial.  Lancet 2005;366:1607–1621.
  7. Jain S, Ting HT, Bell M, Bjerke CM, Lennon RJ, Gersh BJ, Rihal CS, Prasad A.Utility of left bundle branch block as a diagnostic criterion for acute myocardial infarction Am J Cardiol. 2011 Apr 15;107(8):1111-6.

Sull’argomento è molto interessante seguire il podcast:

Amal Mattu on STEMI, LBB and Sgarbossa Criteria

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Triggerlab

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