Tag Archives: emergency medicine

AHA/ASA Guideline on Stroke With Brain Swelling

12 Feb

There are uncertainties surrounding the optimal management of patients with brain swelling after an ischemic stroke. Guidelines are needed on how to manage this major complication, how to provide the best comprehensive neurological and medical care….

References:

AHA:ASA Guideline on Stroke With Brain Swelling

Controversies in the Neurosurgical Management of Cerebellar Hemorrhage and Infarction

MEDEST Review 18. Il meglio della letteratura internazionale.

11 Feb

MEDEST-review

Ancora letteratura ancora articoli ancora novità in medicina d’urgenza.

Attenzione! MEDEST incoraggia la lettura completa e responsabile degli articoli proposti. Evitate sgradevoli effetti collaterali!
Scaricate il full text ed approfondite gli argomenti d’interesse con altre fonti per un’informazione consapevole e quanto più possibile completa dei temi trattati.

Cost-utility analysis of prehospital spine immobilization recommendations for penetrating trauma

Le recenti linee guida sul trauma preospedaliero delle American College of Surgeons, non consigliano l’immobilizzazione spinale nel trauma penetrante vista la bassa incidenza di lesioni spinali instabili in questo tipo di trauma.
In quest’analisi viene rafforzata questa indicazione anche su una base di rapporto tra costi ed efficacia.

Avoiding Circulatory complications during endotrachela intubation and initiation of positive pressure ventilation

La stabilità emodinamica del paziente in cui viene gestita in modo invasivo la via aerea è un target fondamentale nella gestione del paziente critico. L’aumento della pressione intratoracica e quella della pressione all’interno dell’atrio destro comporta una diminuzione del ritorno venoso e predispone all’instabilità emodinamica. Pensarci ed attuare manovre preventive (fluidi, attenzione all pressioni di ventilazione, bassi volumi) aiuta ad evitare complicanze gravi ed a volte fatali. In quest o articolo una review completa dell’argomento.

Exhaled CO2 Predicts Mortality Risk in Pre-Hospital Patients

La capnografia può giocare un ruolo fondamentale per escludere la presenza di chetoacidosi diabetica. Valori superiori a 24,5 mmHg escludono la presenza di chetoacidosi nel paziente con iperglicemia, con una sensitività e specificità del 90%. Un altro ottimo motivo per usare la capnografia nel paziente critico

Steroid-Pressor Cocktail for In-Hospital Cardiac Arrest? – See more at: http://www.jwatch.org/na31719/2013/09/24/steroid-pressor-cocktail-hospital-cardiac-arrest#sthash.qZBir4Aa.dpuf

Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

PLATO Controversy Hits the Wall Street Journal

Ancora polemiche su PLATO. Sulla sua conduzione e sulle conclusioni di quello che ad oggi è lo studio fondamentale per l’uso del Ticagrelor nello STEMI.

Retrospective Analysis of Etomidate Versus Ketamine for First-pass Intubation Success in an Academic Emergency Department

In questo studio retrospettivo la Ketamina si dimostra ugualmente efficace se usata in alternativa all’Etomidate per la RSI in termini di successo al primo tentativo di intubazione. Per chi avesse ancora bisogno di argomenti a favore di questo bellissimo farmaco.

Puoi trovare la raccolta di tutti gli articoli citati nelle review di MEDEST a questo link

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Capnography for Suspected Diabetic Ketoacidosis. Capnografia e chetoacidosi diabetica

8 Feb

“Capnography values greater than 24.5 mmHg accurately allow the exclusion of DKA in ED patients suspected of that diagnosis.”

La capnografia può giocare un rulo fondamentale anche nel paziente diabetico, per escludere la presenza di chetoacidosi diabetica.
Valori superiori a 24,5 mmHg escludono la presenza di chetoacidosi, nel paziente con iperglicemia, con una sensitività e specificità del 90%.
Un altro ottimo motivo per usare la capnografia nel paziente critico.

References:

Predictive Value of Capnography for Suspected Diabetic Ketoacidosis in the Emergency Department

MEDEST Review 17. Il meglio della letteratura internazionale.

4 Feb

MEDEST-review

Per la prima Review del 2014 un menù corposo per palati sopraffini.

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Accidental-Hypothermia

Dal NEJM un punto fermo sul trattamnto del paziente ipotermico. Dai criteri diagnostici al prehospital care al trattamento intraospedaliero. Ed un algoritmo di trattamento preziosissimo basato sulle più recenti evidenze.

Effect of prehospital ultrasound on clinical outcomes of non-trauma patients—A systematic review

L’utilizzo dell’ecografia preospedaliera sta diventando oramai uno standard riconosciuto nei sistemi d’emergenza anche preospedalieri. La sua utilità va oltre la classica indicazione nei pazienti traumatizzati. Il riconoscimento delle cause reversibili di ACR,  l’utilizzo nella diagnosi differenziale del dolore toracico e della dispnea la rendono uno strumento diagnostico utile, di facile uso e con una curva di training breve per il medico d’emergenza.
In questo articolo gli autori conducono una review sistematica sull’utilizzo dell’eco preospedaliero su pazienti non traumatici. Concludono che ancora non esistono lavori randomizati che ne indichino, oltre al beneficio clinico-dignostico che non ha bisogno di evidenze, l’incidenza sull’outcome.

Prehospital Rapid Sequence Intubation Improves Functional Outcome for Patients With Severe Traumatic Brain Injury

La gestione invasiva delle vie aeree è tutt’oggi oggetto di dibattito. Migliora o peggiora l’outcome, meglio preceduta dai farmaci o è indifferente.
Questi due articoli a dimostrazione della confusione che regna sovrana hanno conclusioni diametralmente opposte in merito a questo stesso argomento. A voi decidere quale dei due dia le indicazioni maggiormente attendibili.

Steroid-Pressor Cocktail for In-Hospital Cardiac Arrest? – See more at: http://www.jwatch.org/na31719/2013/09/24/steroid-pressor-cocktail-hospital-cardiac-arrest#sthash.qZBir4Aa.dpuf

Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

Rapid BloodPressure Lowering in Patients with Acute Intracerebral Hemorrhage

Il controllo della PA sistemica nel paziente con sanguinamento cerebrale acuto. Il confronto tra un approccio aggressivo (traget di PAS inferiori ai 140) ed uno attinente alle attuali linee guida.
Secondo questo studio mentre l’approccio aggressivo non risulta avere effetti positivi sulla mortalità, raggiunge una significatività statistica il suo beneficio sulla disbilità residua. Studio potente e ben condotto apre la strada ad ulteriori conferme sul beneficio di un trattamento aggressivo della PA nei pazienti con emorragia cerebrale.

Revised standards for statistical evidence

Odd ratio? P values? Likelihood? Quando leggiamo i risultati di uno studio incontriamo molto spesso questi termini. Essi sono frutto del teorema di Bayes e sono alla base di tutte le moderne analisi di interferenza statistica. In questo articolo l’autore mette in luce le controversie legate agli attuali parametri di riferimento dei più comuni indici statistici, che sono la base delle analisi di tutti gli studi clinici, e propone una nuova chiave di lettura con nuovi e più stretti indici di riferimento che mettono in discussione la validità della maggior parte degli studi fin ora condotti.

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Mind about the airway!

9 Jan

Are you scare about the airway?

bridge airway_ENG

Keep CALM and make it SIMPLE!

  • PREDICT

Predict

  • THINK

Airway manifesto

  • ACT

Microsoft Word - PHAM eng.docx

References?

Thanks to everyone on #FOAMed world

amleto_laringoLogo MEDEST2

MEDEST Review 16. Il meglio della letteratura internazionale.

3 Jan

MEDEST-review

Novità e conferme dal 2013 appena trascorso.

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Comparing three CPR feedback devices and standard BLS in a single rescuer scenario- A randomised simulation study

Vista la rilevanza che il massaggio cardiaco riveste nella rianimazione cardiopolmonare, le aziende stanno producendo con sempre maggiore continuità strumenti per il controllo/feedback della sua efficacia. Oggetto di questo studio simulato sul manichino sono tre dei modelli più comuni (PocketCPR, CPRmeter, iPhone app). I risultati dimostrano come la qualità del massaggio cardiaco rimanga sub-ottimale nonostante l’utilizzo del dispositivo e come l’utilizzo di un device produca solo ritardo nell’inizio del massaggio con peggioramento dell’outcome.

Glaxo’s New Doc-Pay Policy Mostly Pleases Critics

Due novità importanti sono state annunciate da Glaxo lo scorso 17 Dicembre 2013. La casa farmaceutica, una delle maggiori in Big Pharma, annuncia che dal 2016 non finanzierà più medici per pubblicizzare i suoi farmaci ad altri medici. Ha annunciato inoltre che dal 2015 i suoi informatori non verranno più retribuiti, come avviene ora, in base alle prescrizioni di un determinato farmaco nella loro area di competenza, ma in base alla loro preparazione, alla qualità del servizio prestato ai medici ed all’andamento generale della compagnia. Un passo, anche se minimale, verso un corretto rapporto tra industrie farmaceutiche e medici? Leggete i commenti nell’articolo di Medscape e riflettete.
Un team italiano del Dipartimento di Medicina d’Urgenza dell’Università di Firenze, guidato da Maurizio Zanobetti ed Alberto Conti composto da giovani virgulti e prossimi specialsti in Medicina d’urgenza, propone un interessantissimo lavoro sul valore prognostico dell’ecocardiografia nell’embolia polmonare. Dimostrano come la valutazione degli indici di performance ecografici del ventircolo destro siano altamente predittivi sulla prognosi dei pazienti vittima di embolia polmonare. Da non perdere!

Rhythm Versus Rate Control Therapy and Subsequent Stroke or Transient Ischemic Attack in Patients With Atrial Fibrillation

Controllo del ritmo o controllo della frequenza nella Fibrillazione atriale? Quali delle due strategie espone a minore rischio di stroke ischemico i pazienti con FA persistente? In questo studio osservazionale di lunga durata (8 anni) condotto in Canada, il controllo del ritmo segna  un punto decisivo a suo favore.

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Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

Tranexamic Acid for Patients With Traumatic Brain Injury A Randomized, Double-Blinded, Placebo-Controlled Trial

Dopo CRASH2 l’uso dell’acido Tranexamico è entrato a far parte di tutti i protocolli di gestione del trauma (con alcune controversie ma moltissimo entusisasmo).In questo studio randomizzato, controllato ed in doppio cieco, che ha arrulato un limitato numero di pazienti (238) è stato indagata l’utilità del farmaco (2 g in bolo) sull’emorragia cerebrale di pazienti con trauma cranico da moderato a severo (GCS 4-12) con non immediate indicazioni neurochirurgiche. I risultati (valutati sulla progressione dell’emorragia) anche se favorevoli non sono per ora satisticamente significativi (visto anche lo scarso numero di pazienti arruolati), ma incoraggiano l’istituzione di nuovi e più larghi studi in merito a questo aspetto.

Vasopressin, Steroids, and Epinephrine and Neurologically Favorable Survival After In-Hospital Cardiac Arrest

Chest Compression Alone Cardiopulmonary Resuscitation Is Associated With Better Long-Term Survival Compared with Standard Cardiopulmonary Resuscitation

Due delle novità più importanti, su cui si baseranno verosimilmente le tendenze per le nuove linee guida ALS, in ambito di rianimazione cardiopolmonare. L’utilizzo di un novo promettente cocktail farmacologico (Vasopressina, Adrenalina, Metilprednisolone) in ambito di rianimazione cardiopolmonare e l’impatto favorevole della RCP solo compressione (per ora limitata alle istruzioni prearrivo fornite telefonicamente da parte della centrale operativa) sull’outcome dei pazienti in ACR. Ne sentiremo sicuramente parlare in futuro!

Diluting the benefits of hemostatic resuscitation- A multi-institutional analysis

Le strategie per la rianimazione volemica si sono evolute nel corso degli anni. Attualmente, nell’ambito della Damage Control, la tendenza è verso il massive transfusion protocol (MTP) con elevato rapporto plasma/globuli rossi infusi (High Ratio Resusscitation) . In questo studio multicentrico (il primo di questo genere condotto in più di un Trauma Center) si conferma la superiorità di questa strategia, e si evidenzia come la somministrazione di cristalloidi abbia impatto sicuramente negativo sull’outcome, in modo direttamente proporzionale alla quantità infusa. Quindi in fase precoce, anche sul paziente con instabilità emodinamica, si conferma la necessità di target pressori bassi (PAS 90) con bassa aggressività nella reinfusione volemica (1L ripetibile a raggiungimento del target).

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2013 in Review

2 Jan

Cari lettori di MEDEST,

nell’augurarvi un felicissimo 2014 MEDEST ha il piacere di rendervi partecipi del grande successo che il Blog ha avuto quest’anno.

Abbiamo pubblicato 79 nuovi post.

Abbiamo ricevuto un totale di 32,00 visite da 84 paesi nel mondo.

Cliccate il link per vedere il report completo e rileggere, se mai ve li foste persi, i post più popolari pubblicati nel 2013

Click here to see the complete report.

Grazie ancora a tutti voi.

Ci prepariamo ad un 2014 che speriamo sia ricco di soddisfazioni per tutti.

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Intossicazione da CO sul territorio

27 Dec

CO-decal

La diagnosi di intossicazione da CO (monossido di carbonio) è clinica. La definizione classica prevede la presenza della triade:

  • Storia di esposizione a CO
  • Sintomi compatibili con intossicazione da CO
  • Elevati livelli di CO nel sangue

Non esiste alcun sintomo patognomonico per intossicazione da CO nonostante la diagnosi clinica ne preveda la presenza.

I sintomi più comunemente associati all’esposizione acuta sono cefalea, nausea/vomito, ipostenia, dolore toracico, dispnea e sincope. Quello forse più comune è la cefalea, anche se non ha una clinica tipica. Non esistono inoltre combinazioni sintomatologiche tali da poter confermare o escludere la diagnosi d’intossicazione da CO. Storicamente è stato indicato il colore “rosso ciliegia” della cute come indicatore vagamente patognomonico della patologia. In realtà, tale segno è sia raro che tardivo, e quando presente indica uno stato molto avanzato caratterizzato da livelli ematici pressoché letali di CO.

La diagnosi clinica necessita comunque di conferma strumentale che dimostri la presenza di livelli elevati di CO ematica.

Valori superiori al 3-4% nei non fumatori e superiori al 10% nei fumatori devono essere considerati valori eccedenti la fisiologica quantità di carbossiemoglobina.

Si parla di:

  • Intossicazione lieve:con valoro di CO >10% senza segni clinici
  • Intossicazione moderata: con valoro di CO >10% con segni e sintomi minori (cefalea, letargia, astenia)
  • Intossicazione severa: con valoro di CO >20-25% con perdita di conoscenza, confusione mentale, segni d’ischemia miocardica

La misurazione non invasiva della Carbossiemoglobina attraverso apparecchi che sfruttano l’assorbimento della lunghezza d’onda pulsata è controversa in termini di affidabilità e va comunque sempre confermata attraverso la misurazione mediante prelievo ematico (venoso o arterioso).

La rilevazione della SaO2 nei pazienti con sospetta intossicazione da CO non è indicativa dell’effettivo stato d’ossigenazione del sangue periferico. Lo spettro di assorbimento della carbossiemoglobina infatti è molto vicino a quello dell’emoglobina ridotta ed i normali saturimetri per tale motivo non sono in grado di discriminare tra quella effettivamente legata all’O2 e quella legata al CO.

La rilevazione di bassi livelli ambientali di CO in presenza di storia di esposizione acuta al tossico non esclude la possibile intossicazione delle persone coinvolte. Al momento della misurazione infatti i valori rilevati potrebbero essere falsati dalla precedente apertura di porte o finestre.

La rilevazione di alti livelli ambientali di CO di contro rende mandatoria la valutazione  clinico strumentale dei pazienti convolti ed il loro trattamento d’emergenza in caso di sospetto clinico.

L’O2 normobarico ad alti flussi somministrato via maschera facciale o tubo orotracheale è il trattamento di prima linea per l’intossicazione da CO (nonostante non esistano trial adeguati che ne dimostrino la reale efficacia).

Non esistono evidenze di livello A che indichino l’utilizzo mandatorio dell’ossigeno iperbarico nei pazienti intossicati da CO.

Non esistono segni o sintomi che indichino l’utilizzo dell’ossigeno iperbarico.

La terapia con O2 iperbarico  può essere considerata (secondo il parere di alcuni esperti Livello C) nei seguenti casi:

  • Coma
  • Transitoria perdita di conoscenza
  • Alterazione del comportamento
  • Cefalea
  • Nausea o vomito
  • Vertigini
  • Dolore toracico o segni ECG di ischemia
  • Aritmie
  • Gravidanza
  • Bambini inferiori a 6 mesi d’età (per la presenza di Hb fetale)
  • Esposizione a CO accertata ≥24 hours

La terapia con O2 iperbarico è controindicata nei seguenti casi:

  • Pnx non drenato,
  • Crisi comiziali,
  • Claustrofobia accertata

Tutti i mezzi di soccorso dovrebbero essere dotati di rilevatore di CO. L’unità di misura in cui tale dispositivo visualizza i livelli misurati è il ppm (parti per milione).

Il professionista sul territorio in caso di sospetto clinico di intossicazione da CO

  • Allontana il paziente dalla fonte di CO
  • Inizia il trattamento con O2 ad alti flussis
  • Sostiene i parametri vitali
  • Centralizza il paziente al DEA dell’ospedale dove è presente il servizio d’urgenza per il trattamento con O2 iperbarico

References:

  1. Kao LW, Nanagas KA, Carbon monoxide poisonin. Emerg Clin N Am. 2004 Nov;22(4):985-1018.
  2. Buckley NA, Juurlink DN, Isbister G, Bennett MH, Lavonas EJ, Hyperbaric oxygen for carbon monoxide poisoning. Cochrane Database Syst Rev. 2011 Apr 13;(4):CD002041.
  3. Wolf SJ, Lavonas EJ, Sloan EP, Jagoda AS; American College of Emergency Physicians. Clinical Policy- Critical Issues in the Management of Adult Patients Presenting to the Emergency Department with Acute Carbon Monoxide Poisoning. Ann Emerg Med. 2008 Feb;51(2):138-52.
  4. Weaver LK. Clinical practice. Carbon monoxide poisoning. N Engl J Med. 2009 Mar 19;360(12):1217-25.

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MEDEST Review 15. Il meglio della letteratura internazionale della settimana.

26 Dec

MEDEST-review

Questa settimana su MEDEST Review si parla di stroke, gestione delle vie aeree, ACR e sindromi coronariche acute.

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Effects of Immediate Blood Pressure Reduction on Death and Major Disability in Patients With Acute Ischemic Stroke.

Il controllo della pressione nei pazienti affetti da stroke in urgenza è sempre un tema dibattuto. In questo studio randomizzato di oltre 2000 pazienti l’uso precoce degli anti-ipertensivi non è correlato a nessun beneficio sugli outcome clinici (sopravvivenza e disabilità) sia a breve che a lungo termine.

Factors Influencing the Decline in Stroke Mortality

L’American Heart Association fa il punto sull’epidemiologia dello stroke e sui motivi che ne hanno ridotto la mortalità tanto da farlo passare dal terzo al quarto posto come causa principale di morte. La riduzione della mortalità per stroke interessa tutta la popolazione e non fa differenza tra sessi e gruppi etnici. Il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, in particolare l’ipertensione, sembra essere uno dei motivi per cui si muore meno di stroke. L’utilizzo dell’evidence based medicine anche in tema di salute pubblica, individuando le cause predisponenti, viene indicata come la strada per ridurre la mortalità per questa come per altre cause di morte. La prevenzione quindi, prima che gli interventi terapeutici, sembra incidere sulla mortalità di questa patologia in cui la ricerca scientifica spesso sembra brancolare nel buio tra controversie e conflitti d’interesse.
Questo studio è stato condotto su una larga popolazione di pazienti adulti e non in arresto cardiaco e valuta i fattori che influenzano il successo del passaggio del tubo tracheale al primo tentativo tra medici d’emergenza e medici di altre specialità. Dall’analisi dei dati si evince che la percentuale di successo è significativamente maggiore per i medici d’emergenza e che i fattori che condizionano il successo al primo tentativo sono l’esperienza, la difficoltà della via aerea e l’utilizzo dei farmaci per assistere l’intubazione. Nello studio vengono inoltre analizzati altri fattori, come l’utilizzo di score di previsione della via aerea difficile e l’utilizzo del videolaringoscopio; vi consiglio una lettura approfondita per apprezzare la completezza dell’analisi.

The use of the laryngeal tube disposable by paramedics during out-of-hospital cardiac arrest- a prospectively observational study (2008 – 2012)

L’utilizzo dei presidi extraglottici nell’arresto cardiaco, per la velocità d’iserzione e la minima interruzione delle compressioni che essa comporta, è diventato uno standard nel trattamento dell’arresto. Le case produttrici dichiarano pochissimi episodi avversi legati alla tecnica d’utilizzo, ma spesso nell’esperienza quotidiana sembra che le cose vadano diversamente. In questo studio osservazionale che riporta in modo sistematico un’esperienza quadriennale con il Tubo Laringeo vengono evidenziate difficoltà operative che vanno oltre quelle comunemente segnalate e che, se conosciute possono essere adeguatamente prevenute e quindi evitate.

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Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

PLATO:Ticagrelor Wrangling Continues, as All Eyes Look to PEGASUS

Ferve ancora il dibattito sull’uso dei nuovi antiaggreganti nello STEMI. MEDEST ha già ampiamente trattato la storia di PLATO (Ticagrelos vs Clopidogrel), delle perplessità che esso ha suscitato nella comunità scientifica, e di come la giustizia civile americana abbia aperto un’indagine in merito (leggi il post). In questo articolo uno dei maggiori investigatori di PLATO (Lars Wallentin) risponde ai detrattori dello studio entrando nel merito di tutte le perplessità suscitate. Nel commento dell’editore comunque si sottolinea come un nuovo studio in merito al Ticagrelor (PEGASUS) che ha concluso il reclutamento ed i cui risultati sono attesi a breve può fornire elementi ulteriori di valutazione in merito alla sicurezza ed all’efficacia del farmaco.

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MEDEST Review 14. Il meglio della letteratura internazionale della settimana.

18 Dec

MEDEST-review

Questa settimana ci occupiamo di ACR e post-resuscitative care.

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A Feasibility Study of Cerebral Oximetry During In-Hospital Mechanical and Manual Cardiopulmonary Resuscitation

Un nuovo modo di monitorare, in modo non invasivo, gli sforzi rianimatori  focalizza l’attenzione sulla perfusione e sull’ossigenazione cerebrale e può essere un passo avanti per la rianimazione cardiopolmonare . In questo piccolo studio l’utilizzo dell’ossimetria cerebrale dimostra come le compressioni meccaniche forniscano un cicolo ed un’ossigenazione cerebrale migliore rispetto a quelle manuali.

The impact of peri-shock pause on survival from out-of-hospital shockable cardiac arrest during the Resuscitation Outcomes Consortium PRIMED trial

Un’ulteriore dimostrazione che l’interruzione del massaggio cardiaco è negativamente correlato all’outcome. In questo studio viene indagato l’impatto delle pause pre e post shock nei pazienti in ACR da ritmo defibrillabile. I risultati dimostrano come sia importante minimizzare al massimo l’interruzione del massaggio sia prima (durante la carica del defibrillatore) che dopo l’eroga della scarica per aumentare le probabilità di sopravvivenza.
Un tassello importante nella gestione del paziente post- arresto è sicuramente la gestione della temperatura. Nonostante tutte le evidenze disponibili puntino l’indice sull’ipertermia e sul suo controllo per il migliramento di tutti gli indici di outcome, in questa bellissima disamina gli autori individuano la mancanza di studi mirati al controllo della febbre che indivudui dei canoni di trattamento dei valori soglia di temperatura e indicatori sulla durata del trattamento stesso.

Pyrexia and neurologic outcomes after therapeutic hypothermia for cardiac arrest

E se l’ipertermia è sicuramente legata la peggioramento dell’outcome nell’immediato post-arresto, la febbre è un’evenienza comune nel periodo di “rewarming”. Questo studio i cui partecipanti sono stati sottoposti al trattamento indicato dal TTM trial (Targeted Temperature Management at 33°C versus 36°C after Cardiac Arrest) evidenzia come il rebound piretico nel paziente rewarmed (>48h) non influisce negativamente sull’outcome se non per temperature estreme (>38,7 C°).

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Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

Sublingual microcirculation is impaired in post-cardiac arrest patients

The post-cardiac arrest microcirculation- More than meets the eye

Lo stato emodinamico ed in particolare quello microcircolatorio  rappresenta una parte importante del complesso equilibrio post-rianimatorio. L’effettiva valutazione della microcircolazione viene valutata attraverso il circolo sublinguale, ed in questo trial, che coinvolge un numero limitato di pazienti, sembra essere direttamente correlata con lo stato emodinamico generale e con la probabilità di buono stato neurologico dei pazienti rianimati.

Phlebitis in Amiodarone Administration

Questo trial dimostra come le flebiti in situ di somministrazione dell’Amiodarone siano un realtà tangibile, soprattutto, ma non solo, se somministrato ad alti dosaggi. Anche dosaggi comunemente usati per la terapia delle tachiaritmie sono infatti a rischio di produrre reazioni locali importanti.

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