Publication bias is a bias with regard to what is likely to be published, among what is available to be published. One problematic and much-discussed bias is the tendency of researchers, editors, and pharmaceutical companies to handle the reporting of experimental results that are positive (i.e. showing a significant finding) differently from results that are negative (i.e. supporting the null hypothesis) or inconclusive, leading to a misleading bias in the overall published literature.(1)
When we choose a therapeutic strategy or include some particular treatment in our clinical protocols, based on the existing literature, reviews and meta-analysis, we are, most of the times, mislead!
Publication bias affect all the fields of clinical medicine.
- Half of the studies are buried
- Negative data have twice the chance to be buried than positive ones!(2, 4, 5)
Publication bias became more evident with the introduction and widespread adoption of the use of systematic review and meta-analytic methods to summarize research. If the sample of studies retrieved for review is biased, then the validity of the results of a meta-analytic review, no matter how systematic and thorough in other respects, is threatened. There are now several tools available with which meta-analysts can assess the potential magnitude of bias caused by selective publication. When potential bias can
effectively be ruled out, or shown not to threaten the results and conclusions of a meta-analysis, the validity and robustness of these results and conclusions are strengthened.(3)
The “file drawer” effect also consists in the researchers who do not wish to release negative results, because it may reflect badly on future grant applications, or they are aware of the mistakes that they made in procedure and have no wish to have their mistakes dissected by their peers.
All of us have to be aware of of “publication bias” and “file drawer” impact on meta-analysis and literature reviews when we make our choices in everyday clinical life.
Is mandatory a widespread shared database, where to follow all the clinical trials have ever been started, in their development, no matter what are their final findings.
- Free Online Meducation (#FOAMed) and free sharing of knowledge, is the only future I can figure out to improve patients outcome against all the possible misleading “bias”.
- Globalizing the informations about actual and future knowledge, is the key to achieve a real worldwide medical awareness.
Is important to understand that hiding any information about clinical research is a mere fraud on patients health!
References:
1. Song, F.; Parekh, S.; Hooper, L.; Loke, Y. K.; Ryder, J.; Sutton, A. J.; Hing, C.; Kwok, C. S. et al. (2010). “Dissemination and publication of research findings: An updated review of related biases”. Health technology assessment (Winchester, England)
2. Ben Goldacre “What doctors don’t know about the drugs they prescribe” http://www.ted.com/talk/ben_goldacre_what_doctors_don_t_know_about_the_drugs_they_prescribe.html
3. Hannah R. Rothstein (Editor), Alexander J. Sutton (Editor), Michael Borenstein (Editor) Publication Bias in Meta-Analysis: Prevention, Assessment and Adjustments. October 2005
4. Easterbrook PJ, Berlin JA, Gopalan R, Matthews DR. Publication bias in clinical research. Lancet. 1991 Apr 13;337(8746):867-72.
5. K. Dickersin, S. Chan,T.C. Chalmersx, H.S. Sacks, H. Smith Jr. Publication bias and clinical trials. Controlled Clinical Trials Volume 8, Issue 4, December 1987, Pages 343–353
Must read:
• Frequency and reasons for outcome reporting bias in clinical trials interviews with trialists BMJ 2011;342:c7153, http://www.bmj.com/content/342/bmj.c7153
Tags: emergency medicine, ethic
L’ecografia in emergenza sanitaria preospedaliera
19 JanL’ecografia è uno strumento diagnostico fondamentale nel setting preospedaliero.
L’indispensabile contributo alla diagnosi di molte delle patologie che incontriamo nella pratica quotidiana, e che finora potevamo solo ipotizzare attraverso elementi clinico strumentali indiretti, la rendono patrimonio imprescindibile del bagaglio culturale del medico di medicina d’urgenza.
Le patologie che possiamo ecograficamente diagnosticare, e prontamente trattare, sono tutte rapidamente evolutive e, se misconosciute, mortali o gravemente invalidanti per il paziente che ne soffre.
Le capacità diagnostiche dell’ecografia coprono almeno il 75% degli scenari che comunemente si presentano al medico di emergenza sanitaria territoriale:
Arresto cardiaco
Attualmente possiamo ipotizzare le cause reversibili di ACR da segni clinici indiretti. L’ecografia è l’unico mezzo diagnostico preospedaliero che ne permette la rapida diagnosi e quindi il pronto trattamento, con effetto salvavita sul paziente che altrimenti avrebbe destino sicuramente infausto.
Combinata con la EtCO2 durante le manovre rianimatorie è un ottimo strumento per valutare l’eventuale prosecuzione della RCP.
Insufficienza respiratoria acuta
L’ecografia polmonare, forse lo skill più rapido e semplicemente attuabile sul territorio, permette di diagnosticare l’etiologia dell’IRA anche nei casi clinicamente più complicati in cui coesiste l’obiettività cardiaca e quella polmonare.
Il precoce trattamento della causa sottostante riduce i tempi di ipossia ed ipercapnia tissutale e condiziona in modo nettamente favorevole la prognosi dei pazienti.
Trauma
L‘E-FAST è univocamente riconosciuta come la diagnostica di classe I in emergenza per individuare precocemente le lesioni potenzialmente mortali nel trauma.
La sua esecuzione in fase preospedaliera chiude il cerchio diagnostico e permette di destinare correttamente e rapidamente il paziente. E’ sicuramente possibile, dopo diagnosi ecografica, decidere appropriatamente la stategia di “stay and play” per l’esecuzione di manovre salvavita che rendono il tempo di permanenza sulla scena “golden time” per il paziente.
Dolore toracico
Il dolore toracico è uno dei motivi più diffusi per cui i pazient i chiamano il 118. La diagnostica differenziale nel dolore toracico oltre ad essere ampia comprende forme rapidamente evolutive:
Il poter escludere mediante l’ultrosonografia queste patologie potenzialmente mortali, permette un salto di qualità determinante nel trattamento e nella corretta destinazione dei pazienti.
Dolore addominale
La cosiddetta “tomba del medico d’urgenza” con l’avvento dell’ecografia ha fortunatamente assunto una dimensione più tranquillizzante. Il poter escludere le patologie più gravi in fase preospedaliere permette di stratificare correttamente il rischio anche in paziente polipatologici e con sintomi molte volte distraenti.
L’ecografia è una metodica diagnostica rapida e non incide sul tempo di permanenza sulla scena.
E’ facilmente integrabile in tutti i percorsi diagnostico terapeutici propri dell’emergenza sanitaria territoriale.
L’evoluzione tecnica degli ecografi ha sviluppato una generazione di portatili che oltre ad offrire una qualità tecnica assolutamente esaustiva per le esigenze diagnostiche dell’emergenza territoriale offre garanzia di robustezza e leggerezza. Queste caratteristiche li rendono adatti all’utilizzo ed al trasporto sui mezzi di emergenza con medico a bordo di qualsiasi modello organizzativo.
La curva di training per gli operatori è rapida, e permette di raggiungere in breve tempo l’autonomia nella procedura ed una buona appropriatezza diagnostica.
In conclusione l’ecografia d’urgenza preospedaliera non è il futuro ma una bellissima realtà che rappresenta uno standard diagnostico imprescindibile per una corretta assistenza al paziente critico in emergenza sanitaria preospedaliera.
References:Per approfondire seguite i Blog sull’ecografia in medicina d’urgenza scelti per voi da MEDEST
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Tags: ecografia, emergency medicine, medicina d'urgenza, medicina d'urgenza preospedaliera, prehospital emergency medicine