Tag Archives: Antiaggregazione

ACCOAST Trial failed primary end points. Still lack of evidence on benefits of antiplatelets pretreatment in ACS patients undergoing PCI

22 Gen

ACCOAST: Pretreatment with Prasugrel in Non–ST-Segment Elevation Acute Coronary Syndromes

Among patients with NSTE acute coronary syndromes who were
scheduled to undergo catheterization,
pretreatment with prasugrel did not reduce
the rate of major ischemic events up to 30 days
but increased the rate of major bleeding complications.”
  The New England Journal of Medicine vol. 369 no. 11

Il falllimento di ACCOAST pone nuovi e seri interrogativi su quella che è una pratica largamente diffusa nel trattamento di pazienti con sindrome coronarica acuta. Già in passato avevamo posto il probelma riguardo al pretrattamento con antiaggreganti piastrinici (Clopidogrel), il cui beneficio sulla mortalità era stato messo fortemente in dubbio da una review sistematica pubblicata sul JAMA nel 2012 (Association of Clopidogrel Pretreatment With Mortality, Cardiovascular Events, and Major Bleeding Among Patients Undergoing Percutaneous Coronary Intervention).

Anche il Ticagrelor del resto non sta navigando in acque tranquille (vedi La travagliata storia del Ticagrelor) visti i dubbi che riguardano i trial effettuati e le richieste d’approfondimento della FDA sfociate enll’esecuzione di un nuovo studio “riparatore” i cui risultati non sono ancora disponibili.

Inoltre, come già accennato con Guido Parodi, autore dello studio RAPID (Comparison of prasugrel and ticagrelor loading doses in ST-segment elevation myocardial infarction patients: RAPID Rapid Activity of Platelet Inhibitor Drugs primary PCI study), gli antiaggreganti piastrinici utilizzati in pretrattamento, poco giustificano il loro impiego, in contesti in cui i tempi tra “first medical contact” e “baoloon” sono brevi, vista la lunga latenza dell’attivita inibitoria piastrinica.

Bottom Line

Alla luce delle evidenze attuali e viste le caratteristiche intrinseche dei farmaci disponibili, l’utilizzo degli antiaggreganti piastrinici nel pretrattamento dei pazienti con SCA che effettuano la PCI non è indicato.

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MEDEST Review 16. Il meglio della letteratura internazionale.

3 Gen

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Novità e conferme dal 2013 appena trascorso.

Attenzione! MEDEST incoraggia la lettura completa e responsabile degli articoli proposti. Evitate sgradevoli effetti collaterali!

Scaricate il full text ed approfondite gli argomenti d’interesse con altre fonti per un’informazione consapevole e quanto più possibile completa dei temi trattati.

Comparing three CPR feedback devices and standard BLS in a single rescuer scenario- A randomised simulation study

Vista la rilevanza che il massaggio cardiaco riveste nella rianimazione cardiopolmonare, le aziende stanno producendo con sempre maggiore continuità strumenti per il controllo/feedback della sua efficacia. Oggetto di questo studio simulato sul manichino sono tre dei modelli più comuni (PocketCPR, CPRmeter, iPhone app). I risultati dimostrano come la qualità del massaggio cardiaco rimanga sub-ottimale nonostante l’utilizzo del dispositivo e come l’utilizzo di un device produca solo ritardo nell’inizio del massaggio con peggioramento dell’outcome.

Glaxo’s New Doc-Pay Policy Mostly Pleases Critics

Due novità importanti sono state annunciate da Glaxo lo scorso 17 Dicembre 2013. La casa farmaceutica, una delle maggiori in Big Pharma, annuncia che dal 2016 non finanzierà più medici per pubblicizzare i suoi farmaci ad altri medici. Ha annunciato inoltre che dal 2015 i suoi informatori non verranno più retribuiti, come avviene ora, in base alle prescrizioni di un determinato farmaco nella loro area di competenza, ma in base alla loro preparazione, alla qualità del servizio prestato ai medici ed all’andamento generale della compagnia. Un passo, anche se minimale, verso un corretto rapporto tra industrie farmaceutiche e medici? Leggete i commenti nell’articolo di Medscape e riflettete.
Un team italiano del Dipartimento di Medicina d’Urgenza dell’Università di Firenze, guidato da Maurizio Zanobetti ed Alberto Conti composto da giovani virgulti e prossimi specialsti in Medicina d’urgenza, propone un interessantissimo lavoro sul valore prognostico dell’ecocardiografia nell’embolia polmonare. Dimostrano come la valutazione degli indici di performance ecografici del ventircolo destro siano altamente predittivi sulla prognosi dei pazienti vittima di embolia polmonare. Da non perdere!

Rhythm Versus Rate Control Therapy and Subsequent Stroke or Transient Ischemic Attack in Patients With Atrial Fibrillation

Controllo del ritmo o controllo della frequenza nella Fibrillazione atriale? Quali delle due strategie espone a minore rischio di stroke ischemico i pazienti con FA persistente? In questo studio osservazionale di lunga durata (8 anni) condotto in Canada, il controllo del ritmo segna  un punto decisivo a suo favore.

Steroid-Pressor Cocktail for In-Hospital Cardiac Arrest? – See more at: http://www.jwatch.org/na31719/2013/09/24/steroid-pressor-cocktail-hospital-cardiac-arrest#sthash.qZBir4Aa.dpuf

Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

Tranexamic Acid for Patients With Traumatic Brain Injury A Randomized, Double-Blinded, Placebo-Controlled Trial

Dopo CRASH2 l’uso dell’acido Tranexamico è entrato a far parte di tutti i protocolli di gestione del trauma (con alcune controversie ma moltissimo entusisasmo).In questo studio randomizzato, controllato ed in doppio cieco, che ha arrulato un limitato numero di pazienti (238) è stato indagata l’utilità del farmaco (2 g in bolo) sull’emorragia cerebrale di pazienti con trauma cranico da moderato a severo (GCS 4-12) con non immediate indicazioni neurochirurgiche. I risultati (valutati sulla progressione dell’emorragia) anche se favorevoli non sono per ora satisticamente significativi (visto anche lo scarso numero di pazienti arruolati), ma incoraggiano l’istituzione di nuovi e più larghi studi in merito a questo aspetto.

Vasopressin, Steroids, and Epinephrine and Neurologically Favorable Survival After In-Hospital Cardiac Arrest

Chest Compression Alone Cardiopulmonary Resuscitation Is Associated With Better Long-Term Survival Compared with Standard Cardiopulmonary Resuscitation

Due delle novità più importanti, su cui si baseranno verosimilmente le tendenze per le nuove linee guida ALS, in ambito di rianimazione cardiopolmonare. L’utilizzo di un novo promettente cocktail farmacologico (Vasopressina, Adrenalina, Metilprednisolone) in ambito di rianimazione cardiopolmonare e l’impatto favorevole della RCP solo compressione (per ora limitata alle istruzioni prearrivo fornite telefonicamente da parte della centrale operativa) sull’outcome dei pazienti in ACR. Ne sentiremo sicuramente parlare in futuro!

Diluting the benefits of hemostatic resuscitation- A multi-institutional analysis

Le strategie per la rianimazione volemica si sono evolute nel corso degli anni. Attualmente, nell’ambito della Damage Control, la tendenza è verso il massive transfusion protocol (MTP) con elevato rapporto plasma/globuli rossi infusi (High Ratio Resusscitation) . In questo studio multicentrico (il primo di questo genere condotto in più di un Trauma Center) si conferma la superiorità di questa strategia, e si evidenzia come la somministrazione di cristalloidi abbia impatto sicuramente negativo sull’outcome, in modo direttamente proporzionale alla quantità infusa. Quindi in fase precoce, anche sul paziente con instabilità emodinamica, si conferma la necessità di target pressori bassi (PAS 90) con bassa aggressività nella reinfusione volemica (1L ripetibile a raggiungimento del target).

Puoi trovare la raccolta di tutti gli articoli citati nelle review di MEDEST a questo link

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MEDEST Review 15. Il meglio della letteratura internazionale della settimana.

26 Dic

MEDEST-review

Questa settimana su MEDEST Review si parla di stroke, gestione delle vie aeree, ACR e sindromi coronariche acute.

Attenzione! MEDEST incoraggia la lettura completa e responsabile degli articoli proposti. Evitate sgradevoli effetti collaterali!

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Effects of Immediate Blood Pressure Reduction on Death and Major Disability in Patients With Acute Ischemic Stroke.

Il controllo della pressione nei pazienti affetti da stroke in urgenza è sempre un tema dibattuto. In questo studio randomizzato di oltre 2000 pazienti l’uso precoce degli anti-ipertensivi non è correlato a nessun beneficio sugli outcome clinici (sopravvivenza e disabilità) sia a breve che a lungo termine.

Factors Influencing the Decline in Stroke Mortality

L’American Heart Association fa il punto sull’epidemiologia dello stroke e sui motivi che ne hanno ridotto la mortalità tanto da farlo passare dal terzo al quarto posto come causa principale di morte. La riduzione della mortalità per stroke interessa tutta la popolazione e non fa differenza tra sessi e gruppi etnici. Il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare, in particolare l’ipertensione, sembra essere uno dei motivi per cui si muore meno di stroke. L’utilizzo dell’evidence based medicine anche in tema di salute pubblica, individuando le cause predisponenti, viene indicata come la strada per ridurre la mortalità per questa come per altre cause di morte. La prevenzione quindi, prima che gli interventi terapeutici, sembra incidere sulla mortalità di questa patologia in cui la ricerca scientifica spesso sembra brancolare nel buio tra controversie e conflitti d’interesse.
Questo studio è stato condotto su una larga popolazione di pazienti adulti e non in arresto cardiaco e valuta i fattori che influenzano il successo del passaggio del tubo tracheale al primo tentativo tra medici d’emergenza e medici di altre specialità. Dall’analisi dei dati si evince che la percentuale di successo è significativamente maggiore per i medici d’emergenza e che i fattori che condizionano il successo al primo tentativo sono l’esperienza, la difficoltà della via aerea e l’utilizzo dei farmaci per assistere l’intubazione. Nello studio vengono inoltre analizzati altri fattori, come l’utilizzo di score di previsione della via aerea difficile e l’utilizzo del videolaringoscopio; vi consiglio una lettura approfondita per apprezzare la completezza dell’analisi.

The use of the laryngeal tube disposable by paramedics during out-of-hospital cardiac arrest- a prospectively observational study (2008 – 2012)

L’utilizzo dei presidi extraglottici nell’arresto cardiaco, per la velocità d’iserzione e la minima interruzione delle compressioni che essa comporta, è diventato uno standard nel trattamento dell’arresto. Le case produttrici dichiarano pochissimi episodi avversi legati alla tecnica d’utilizzo, ma spesso nell’esperienza quotidiana sembra che le cose vadano diversamente. In questo studio osservazionale che riporta in modo sistematico un’esperienza quadriennale con il Tubo Laringeo vengono evidenziate difficoltà operative che vanno oltre quelle comunemente segnalate e che, se conosciute possono essere adeguatamente prevenute e quindi evitate.

Steroid-Pressor Cocktail for In-Hospital Cardiac Arrest? – See more at: http://www.jwatch.org/na31719/2013/09/24/steroid-pressor-cocktail-hospital-cardiac-arrest#sthash.qZBir4Aa.dpuf

Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.

PLATO:Ticagrelor Wrangling Continues, as All Eyes Look to PEGASUS

Ferve ancora il dibattito sull’uso dei nuovi antiaggreganti nello STEMI. MEDEST ha già ampiamente trattato la storia di PLATO (Ticagrelos vs Clopidogrel), delle perplessità che esso ha suscitato nella comunità scientifica, e di come la giustizia civile americana abbia aperto un’indagine in merito (leggi il post). In questo articolo uno dei maggiori investigatori di PLATO (Lars Wallentin) risponde ai detrattori dello studio entrando nel merito di tutte le perplessità suscitate. Nel commento dell’editore comunque si sottolinea come un nuovo studio in merito al Ticagrelor (PEGASUS) che ha concluso il reclutamento ed i cui risultati sono attesi a breve può fornire elementi ulteriori di valutazione in merito alla sicurezza ed all’efficacia del farmaco.

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La travagliata storia del Ticagrelor, ora diventa anche materia di indagine per il Dipartimento di Giustizia americano.

6 Nov

Sherlock_Ticagrelor

Molte riviste hanno pubblicato la notizia (diffusa anche da un portavoce ufficiale della casa farmaceutica produttrice, AstraZeneca) secondo la quale il dipartimento di giustizia Americano sta acquisendo notizie in merito allo studio Platelet Inhibition and Patient Outcomes (PLATO) presentato nel 2009. US Department of Justice Investigating PLATO Ticagrelor Trial

In questo studio si dimostravano i vantaggi del Ticagrelor sul Clopidogrel in termini di mortalità, tanto da suscitare l’entusiasmo del presidente dell’ American College of Cardiology, Doug Weaver (Henry Ford Health System, Detroit, MI), che dichiarava: “I think it’s the best result we’ve seen since aspirin, which was the last time we saw an antiplatelet drug with a mortality benefit. It could not have come out better. I really do think it’s going to surpass clopidogrel and pass prasugrel–it looks safer than prasugrel. In my own personal opinion, clopidogrel is too expensive for what you get. This is much, much better.” 

Da allora la FDA si è comunque presa un lungo periodo di tempo prima di approvare l’uso del farmaco, tanto che nel 2010 non vi era ancora l’approvazione al suo utilizzo, rilevando le molte perplessità in merito ad alcuni aspetti dello studio PLATO riguardanti sia il disegno, che l’analisi dei risultati dello studio stesso (riassunti in questo editoriale: Paradoxical excess mortality in the PLATO trial should be independently verified).

Nel 2011, anno della definitiva approvazione del Ticagrelor da parte della FDA, Astra Zeneca si è vista “costretta” a condurre un nuovo trial in merito all’uso del Ticagrelor (PEGASUS), che al momento ha concluso la fase di reclutamento, ed i cui risultati sono attesi nel 2014, proprio volto a fugare i dubbi che PLATO aveva suscitato.

Astra Zeneca in effetti nega alcun nesso causale tra i rilievi emersi sullo studio PLATO e l’inizio del nuovo studio, negando che la FDA avesse ordinato il supplemento di informazioni.

Fatto sta che a due anni di distanza anche il Dipartimento di giustizia americano si occupa, aprendo un’indagine civile, dello studio PLATO, e la vicenda del Ticagrelor diventa sempre più complessa.

References:
ALL Ohio EM

Supporting ALL Ohio EM Residencies in the #FOAMed World

Triggerlab

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thinking critical care

a blog for thinking docs: blending good evidence, physiology, common sense, and applying it at the bedside!

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Critical Care Northampton

Reviewing Critical Care, Journals and FOAMed

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Prehospital critical care for out-of-hospital cardiac arrest

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