
La sensazione che l’efficacia dell’adrenalina nell’ACR sia tutta da dimostrare, ha stimolato negli ultimi anni molti studi che tendono a testare nuovi cocktail farmacologici ed il loro impatto sull’outcome del paziente in ACR. La combinazione tra vasopressina, corticosteroidi (metilprednisolone) ed adrenalina è sicuramente quella che ha riscosso maggior successo. Questo trial randomizzato dimostra la superiorità di questa combinazione farmacologica rispetto alla sola adrenalina sull’outcome neurologico dei pazienti in ACR. Il trial è stato condotto in ambito ospedaliero in cui l’eziologia dell’ACR è molto differente da quello extraospedaliero. Viste le incoraggianti indicazioni emerse attendiamo quindi con ansia l’esecuzione di uno studio di pari livello anche sull’ACR al di fuori dell’ospedale, che rappresenta un evento ad impatto socio-economico sicuramente più rilevante rispetto al suo corrispettivo ospedaliero.
Intranasal Midazolam Works for Seizure Emergencies in Kids
Syndi Seinfeld e John Pellock,due neurologi del Virginia Commonwealth University Medical Center di Richmond, hanno presentato al Child Neurology Society (CNS) 2013 Annual Meeting i risultati della loro review su 7 lavori randomizzati che analizzano l’efficacia del Midazolam somministrato per via intranasale nelle crisi convulsive, in circa 200 pazienti al di sotto dei 18 anni, rispetto al Diazepam somministrato sia per via endovenosa che per via rettale. Il Midazolam per via intranasale alla dose di 0,2 mg/kg ha dimostrato di essere altrettanto efficace, rapido, sicuro rispetto al Diazepam somministrato sia endovena che per via rettale. Le conclusioni di questa review, che potrebbero sembrare scontate, rassicurano tutti coloro che utilizzano oramai stabilmente la via intranasale per la somministrazione del Midazolam in modo “off label”, in particolare nei pazienti pediatrici in cui l’accesso venso in emergenza non è sempre agevole e per i quali questa via di somministrazione diventa fondamentale.
Steroid-Pressor Cocktail for In-Hospital Cardiac Arrest? – See more at: http://www.jwatch.org/na31719/2013/09/24/steroid-pressor-cocktail-hospital-cardiac-arrest#sthash.qZBir4Aa.dpuf
Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.
L’utilizzo della capnografia nel paziente intubato è stato ampiamente discusso e validato dagli studi e dall’esperienza clinica quotidiana. Nel paziente non in intubato invece l’utilizzo della capnografia in emergenza non è parimenti conosciuto, studiato ed utilizzato. In questo articolo si analizzano tutti gli aspetti che indicano l’utilizzo della misurazione non invasiva della EtCO2 nei pazienti con ketoacidosi diabetica, convulsioni, distress respiratorio, embolia polmonare, ipertermia maligna ed ansia. Viene evidenziato anche come la capngrafia sia uno strumento utilissimo per il monitoraggio del paziente al triage, nei trasferimenti interopsedalieri e durante le procedure condotte in sedo-analgesia. Un importante complemento alle nostre conoscenze sull’utilizzo della capnografia in emergenza.
Nei pazienti pediatrici l’uso della TC ed i relativi rischi d’esposizione condizionano la scelta diagnostica dei medici in caso di trauma chiuso del torace. Questo lavoro esamina retrospettivamente i pazienti peditrici vittima di trauma del torace in 3 trauma center di primo livello dal 1999 al 2008. Si dimostra come la radiografia del torace è uno strumento predittivo utile per la selezione dei pazienti pediatrici da sottoporre a TC. Infatti i pazienti con RX negativo e TC positiva presentavano lesioni toraciche che non necessitavano d’intervento terapeutico successivo. La TC del torace quindi, secondo gli autori, dovrebbe essere riservata ai pazienti che allo screening radiologico presentano evidenza di emotorace, penuomotorace od enfisema sottocutaneo.
Aggiornale le linee guida sulla prevenzione ed il trattamento delle infezioni opportunistiche nei pazienti pediatrici sieropositivi o con HIV conclamato.
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Tags: cardiac arrest, clinical decision rules, emergency medicine, emergenza sanitaria territoriale, litterature review, medicina d'urgenza, prehospital emergency medicine
MEDEST Review 11. Il meglio della letteratura internazionale.
18 NovCalcium-Channel Blocker–Clarithromycin Drug Interactions and Acute Kidney Injury
Una pericolosissima associazione tra antibiotici (Claritromicina) ed antipertensivi (calcio-antagonisti), aumenta il rischio di insufficienza renale acuta. Per tale motivo tale associazione è assolutamente da evitare.
Advanced Airway Management Simulation Training in Medical Education- A Systematic Review and Meta-Analysis
La gestione avanzata delle vie aeree è uno degli skll cruciali in medicina d’urgenza. Mentre la parte culturale può essere variamente acquisita dal professionista dell’emergenza, la tecnica è spesso un cono d’ombra nel percorso formativo in emergenza sanitaria. Secondo questa review il training mediante simulazione sembra essere il più adeguato in termini di outcome formativo. Ancora prospettive rosee per la simulazione come training efficace nell’acquisizione delle procedure in medicina d’urgenza.
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Gli investigatori dimostrano che non vi è differenza in mortalità tra i pazienti traumatizzati intubati con laringoscopio tradizionale rispetto a quelli intubati con un videolaringoscopio. Ma l’impossibilità a randomizzare almeno il 30% dei pazienti per scelta dell’operatore, che ha preferito il videolaringoscopio per previsione di intubazione difficile, ha sicuramente influenzato positivamente la prestazione della laringoscopia diretta.
Video Laryngoscopy Improves Intubating Success
Ancora sulla gestione avanzata delle vie aeree nel paziente critico. Questo studio ambientato al di fuori della sala operatoria indaga la percentuale di successo della videoaringoscopia, rispetto alla laringoscopia diretta, quando praticata da non anestesisti. Dai risultati ottenuti, sembra che la videolaringoscopia in mani non esperte sia nettamente migliore rispetto alla laringoscopia diretta in termini di succeso del passaggio del tubo OT al primo tentativo. Un nuovo tassello, nell’attualissimo dibattito tra videolaringoscopia e laringoscopia diretta.
Helsinki model cut stroke thrombolysis delays to 25 minutes in Melbourne in only 4 months
Abbiamo molte volte parlato delle perplessità che il mondo scientifico ha manifestato sulla trombolisi nello stroke ischemico. Un punto su cui comunque tutti sembrano essere d’accordo è che, quando indicata, la sua precocità rispetto all’instaurarsi dell’evento è determinante sull’outcome. Il modello di Helsinki che prevede, allerta precoce da parte del sistema preospedaliero, accesso del paziente direttamente in TC bypassando il DEA, inizio della trombolisi direttamente in sala TC, ha dimostrato in questo studio australiano, un’efficacia significativa nell’abattere i tempi “Door to Needle”.
Improvements in recanalization with modern stroke therapy- a review of prospective ischemic stroke trials during the last two decades
Che ruolo riveste la trombolisi intrarteriosa nella gestione dello stroke ischemico? Questa review fa il punto sugli studi disponibili ad oggi su questa metodica di cui tutti parlano ma che pochi collocano in modo sistematico. Si evince come, nonostante i notevoli progressi della tecnologia disponibile che ha portato a risultati di alto livello in termine di flusso angiografico, ancora oggi i benefici sull’outcome clinico del paziente non sono evidenti. Questo è dovuto sicuramente a molti fattori tra cui riveste un rulo fondamentale quello per cui il paziente sottoposto a trombolisi loco-regionale è un paziente in cui la trombolisi sistemica ha fallito, ed in cui, nonostante il buon risusltato in termine di ricanalizzazione, il danno ischemico, visti i tempi, si è già instaurato. Fino a quando la trombolisi loco-regionale sarà ritenuta una metodica rescue e come tale indagata sarà molto difficile esplorarne le reali potenzialità.
Association Between Hyperoxia and Mortality After Stroke- A Multicenter Cohort Study
I danni dell’iperossia sul paziente critico è un concetto che si sta radicando nella pratica clinica in emergenza. Questo studio di coorte dimostra come la somministrazione indiscriminata di O2 nei pazienti affetti da stroke sia associata, indipendentemente da altri fattori, ad una più alta incidenza di mortalità, rispetto ai pazienti normossici ed ipossici. Questo studio riafferma come l’ossigenazone controllata sia fondamentale per l’outcome del paziente critico, e come la somministrazione indiscriminata di O2 sia dannosa.
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Tags: clinical decision rules, emergency medicine, emergenza sanitaria territoriale, laringoscopia, litterature review, medicina d'urgenza, prehospital emergency medicine, stroke ischemico